Sharing Hope: il valore della diagnostica nello scompenso cardiaco

Sharing Hope

Lo scompenso cardiaco colpisce milioni di pazienti ed è una condizione che può portare ad un abbassamento della qualità della vita, elevate ospedalizzazioni e morte prematura.1,2

A causa della difficoltà di interpretazione dei sintomi,3,4 fino al 50% dei pazienti può subire una diagnosi errata con tutti gli effetti negativi correlati come cure o trattamenti inappropriati, apportando un notevole disagio per il paziente ed elevati costi per il sistema sanitario4,5.

Come viene diagnosticato lo scompenso cardiaco?

Dopo una prima visita medica con una valutazione della storia clinica del paziente, dovrebbero essere condotti tre ulteriori test e procedure1,2. Questi sono: un elettrocardiogramma, un esame sanguigno per rilevare la presenza dei peptidi natriuretici (biomarcatori) e un’ecocardiografia.

I biomarcatori, misurati in un campione di sangue, sono indicatori di normali processi biologici e patogenetici o risposte farmacologiche ad un intervento terapeutico14.

I peptidi natriuretici sono ormoni prodotti dal cuore quando la sua parete è sottoposta a stress causato dai sintomi della malattia.

Che ruolo hanno i peptidi natriuretici nella diagnosi?

I peptidi natriuretici come NT-proBNP forniscono risultati addizionali ed oggettivi per aiutare nella diagnosi e nella gestione dello scompenso cardiaco. Per esempio, in pazienti con sintomi sospetti di scompenso cardiaco, NT-proBNP, che viene rilasciato nel sangue, può aiutare a distinguere le cause cardiache da cause non cardiache come il respiro corto e altri sintomi. 1,2,7

Effettuare l’esame dei peptidi natriuretici, come l’NT-proBNP può aiutare nelle seguenti situazioni:

  • In situazioni d’emergenza permette di determinare la gravità della patologia e il rischio di eventi avversi1,2,6. Ciò aiuta i clinici a decidere se ricoverare o meno i pazienti in ospedale3.
  • Nell’ambulatorio del medico di base, questo test può aiutare a decidere se mandare il paziente dal cardiologo per ulteriori esami1,7,8.
  • Nel lungo termine, nell’ambulatorio del cardiologo o del medico di base, questo test sostiene il clinico nel monitorare la progressione della patologia in corso di terapia e serve per la gestione dello scompenso cardiaco4,5,9,10.


Se un paziente presenta NT-proBNP nel proprio sangue, la diagnosi di scompenso cardiaco è molto probabile, a meno che il livello di questo peptide sia al di sotto di una certa soglia1,2,7.

Se un paziente presenta livelli elevati di NT-proBNP nel proprio sangue, nel lungo termine e indipendentemente dai farmaci assunti, la prognosi è compromessa9,10,11.

Inoltre, NT-proBNP può essere utilizzato per monitorare lo scompenso cardiaco nel corso del tempo e identificare quali pazienti sono stabili o in via di miglioramento e quali stanno peggiorando e sono ad alto rischio di ospedalizzazione o mortalità9,10.

Pertanto, le attuali linee guida raccomandano questi test per aiutare nella diagnosi, per definire la gravità della patologia e ottenere informazioni prognostiche attraverso tutto il percorso del paziente nella gestione dello scompenso cardiaco1,2.

Cos’è l’NT-proBNP?

L’NT-proBNP è una proteina rilasciata dal cuore quando sottoposto a stress legato ai sintomi dello scompenso cardiaco.
Quando i livelli di NT-proBNP nel sangue sono bassi, lo scompenso cardiaco può essere escluso1,2,7.

Un rialzo dei livelli di NT-proBNP nel sangue può indicare la presenza di scompenso1,2,12; i livelli tendono ad aumentare con l’aggravarsi della patologia13.

Monitorando lo stato del paziente nel tempo, i livelli di NT-proBNP forniscono un’informazione riguardo la progressione o il miglioramento della patologia; tale informazione non è soggetta a interferenze causate da alcun tipo di trattamento farmacologico9,10,11.

Avere un quadro clinico completo, con la giusta informazione oggettiva, permette ai clinici di prendere le decisioni migliori nella gestione dello scompenso cardiaco a beneficio dei pazienti.

 

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