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Roche: In Italia situazione grave ma nessun blocco delle forniture

28/02/2012

Monza, 28 febbraio 2012
Il Gruppo Roche sta valutando attentamente la situazione nei Paesi del Sud Europa (innanzitutto in Spagna, Italia e Portogallo) relativamente ai debiti contratti da numerose strutture ospedaliere pubbliche.

Roche è in contatto con gli enti interessati in ogni Paese per valutare soluzioni reciprocamente accettabili riguardo al debito contratto da tali strutture, per garantire un flusso continuo dei medicinali ad ospedali e pazienti.

Le forniture ai grossisti, alle cliniche private, alle farmacie e agli ospedali pubblici  che hanno saldato le fatture insolute, continueranno normalmente.

Per quanto riguarda l’Italia, la politica sul recupero dei crediti è in atto ed è valutata regolarmente.

Nessuna nuova politica commerciale è stata implementata nei riguardi degli ospedali pubblici.

Nel nostro Paese Roche S.p.A. registra un’esposizione di credito pari a quasi il 50% del fatturato annuo e si confronta con punte di ritardo nei pagamenti da parte delle strutture ospedaliere pubbliche pari a oltre a 24 mesi.

Una situazione certamente difficile per chi, come Roche, è impegnata da anni nel settore della salute con farmaci innovativi e salva vita, resa ancora più complessa dalle recenti misure in materia di contenimento della spesa farmaceutica ospedaliera che prevedono il ripiano dello sforamento dei tetti di spesa sulle aziende farmaceutiche, fino a un massimo del 35%, in percentuale al fatturato in ospedale.

Una vera  e propria “tassa sull’innovazione” per chi, come Roche, proprio dell’innovazione ha fatto una “bandiera”, investendo solo in Italia oltre 30 milioni di euro l’anno in ricerca clinica.

Le problematiche del settore farmaceutico in Italia sono, inoltre, aggravate dai noti problemi dei tempi di latenza per la messa a disposizione a livello nazionale e regionale dei farmaci: il tempo medio che intercorre tra l’approvazione EMA e la delibera AIFA è oggi di 12,7 mesi, con punte anche di 15 mesi. Analizzando, poi, i tempi di latenza per la messa a disposizione a livello regionale dei farmaci dopo tali approvazioni, si rileva in media un ulteriore ritardo di 266 giorni (dato Farmindustria) con punte anche molto più alte.

Ritardi che, oltre a danneggiare chi come Roche è impegnata nel settore, rischiano innanzitutto di creare inaccettabili disparità tra i pazienti italiani nell’accesso a cure e trattamenti spesso salva vita.

Comunicazione Roche:

Dario Francolino, Head of Communications & Public Affairs: dario.francolino@roche.com; 039/2474414

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