Edema maculare diabetico (DME)

Rappresenta la principale causa di calo della vista e di disturbi visivi nei pazienti diabetici ed é una complicanza che può insorgere in qualsiasi stadio della retinopatia diabetica. Si caratterizza per la presenza di edema e di ispessimento della retina, con essudati duri a causa dell’aumento di liquido extracellulare rilasciato dai capillari retinici altamente permeabili.

Epidemiologia

Dei circa 422 milioni di persone con diabete mellito in tutto il mondo, più di 21 milioni presentano DME. I pazienti che soffrono di diabete da oltre 20 anni hanno 5 volte più probabilità di sviluppare DME rispetto a quelli che hanno il diabete da meno di 10 anni. La prevalenza globale del diabete é in crescita e si stima che ne saranno affetti circa 600 milioni entro il 2035. Con la crescente prevalenza del diabete, la DME é destinata ad avere un impatto enorme sulla salute pubblica globale in futuro.

I principali fattori di rischio sono:

  • Tutti i tipi di diabete
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Obesità
  • Familiarità per DR o DME
  • Età

 

La retinopatia diabetica può causare problemi alla vista assenti o solo lievi, fino a quando non si verificano complicazioni, come la DME. La DME può causare:

  • Visione offuscata
  • Difficoltà a distinguere tra tonalità chiare e scure
  • Scotomi (macchie cieche)

Diagnosi

A causa della manifestazione tardiva dei sintomi è fondamentale che i pazienti diabetici si sottopongano a controlli oculistici periodici anche in assenza di disturbi visivi. La diagnosi di DME si basa sull’esame del fondo oculare. In aggiunta, è possibile effettuare la fluorangiografia e la tomografia a coerenza ottica (OCT), al fine di identificare in modo altamente preciso la sede e l’entità delle lesioni. La valutazione periodica è necessaria. In particolare, per i pazienti diabetici, sono raccomandati intervalli di screening ogni 2 anni se la retinopatia è assente all’ultimo controllo, 1 anno se lieve, 6 mesi o direttamente invio a consulenza se si riscontra retinopatia moderata o grave.

Trattamento

La prognosi visiva dei pazienti con DME è cambiata con il tempo, grazie all’introduzione di nuove strategie terapeutiche. In passato, la terapia di DME si basava esclusivamente sui trattamenti con laser focale/a griglia, e aveva come obiettivo primario la prevenzione di un ulteriore calo visivo. L’introduzione dei farmaci anti VEGF, somministrati per via intravitreale, ha costituito un punto di svolta, permettendo non solo il mantenimento dell’acuità visiva del paziente, ma anche il suo miglioramento.

Le iniezioni di anti VEGF rappresentano la prima linea di trattamento, tuttavia, in casi resistenti a tale terapia, bisogna prendere in considerazione anche le iniezioni intravitreali di steroidi. Principali effetti avversi sono progressione di cataratta e aumento del tono oculare.

Un ruolo fondamentale è svolto dalle visite oculistiche di controllo, che prevedono la misurazione dell’acuità visiva e l’esecuzione dell’esame OCT. Quest’ultimo permette di misurare correttamente lo spessore retinico centrale e di visualizzare con precisione l’edema maculare diabetico, così da poter valutare la risposta al trattamento e l’eventuale presenza di alcune caratteristiche tomografiche importanti dal punto di vista prognostico.

Sia per nAMD sia per DME, abbiamo visto che gli anti VEGF costituiscono la terapia di elezione. Tuttavia, malgrado l’impatto positivo degli stessi nella gestione terapeutica di queste patologie, permangono ancora diversi problemi legati alle somministrazioni frequenti di questi trattamenti e, in definitiva, all’efficacia a lungo termine dopo la loro sospensione.

A causa di questi limiti la possibilità di utilizzare questi farmaci a più lunga durata d’azione rappresenterebbe un’opzione terapeutica in grado di migliorare la qualità di vita del paziente riducendo il numero di sedute di trattamento iniettivo che, se troppo frequente, può comportare una riduzione dell’aderenza terapeutica e, dunque, dell’efficacia stessa del trattamento.