Tumore al polmone

Le aspettative di sopravvivenza

Il tumore al polmone è la prima causa di morte per cancro. Ogni anno muoiono più persone a causa di tumore al polmone che per cancro al seno, al colon-retto e alla prostata sommati insieme. Sebbene negli ultimi anni la scienza abbia fatti dei progressi, mettendo a disposizione nuovi trattamenti in grado di prolungare la vita dei pazienti colpiti, rimane ancora uno dei tumori più difficili da trattare.

Piccole cellule, ma grandi differenze: i tumori al polmone non sono tutti uguali

Il tumore al polmone è una patologia caratterizzata da un’incontrollata riproduzione di cellule anormali, che si trasformano e cominciano a moltiplicarsi in modo non controllato, portando alla formazione di masse all’interno del tessuto. A seconda della tipologia di cellule coinvolte, il tumore viene classificato in tumore a piccole cellule (SCLC, small cell lung cancer, in inglese) e tumore non a piccole cellule (NSCLC, non small lung cancer).

Il tumore al polmone a piccole cellule (SCLC) è presente nel 15% dei casi e ha origine nei bronchi. E’ la forma più aggressiva e la sopravvivenza è limitata, nonostante esistano innovative possibilità di cura rispetto al passato. Il SCLC è noto per la sua rapida crescita e la diffusione precoce ad altre parti del corpo (mestastasi). La maggior parte dei pazienti (circa il 60%-70%) presenta queste metastasi già al momento della diagnosi. Colpisce soprattutto persone anziane, forti fumatori o ex fumatori, con molteplici comorbidità (altre patologie presenti oltre al tumore), di tipo polmonare e cardiovascolare.
I pazienti con una diagnosi di SCLC si presentano spesso con sintomi gravi come difficoltà respiratorie, tosse, affaticamento e perdita di peso ed è quindi necessario agire velocemente e tempestivamente, evitando ritardi nella diagnosi e nell’inizio del trattamento più appropriato.

Il tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) è, invece, la forma più diffusa e si presenta nell’85% dei casi. Il carcinoma non a piccole cellule si divide a sua volte in tre sottotipi: l’adenocarcinoma, presente nel 40% dei casi, con origine nelle ghiandole endocrine; il carcinoma a grandi cellule, il sotto-tipo più aggressivo, presente nel 10-15% dei casi, con origine nel polmone; il carcinoma a cellule squamose, presente nel 25-30% dei casi di tumore al polmone, con origine nell’epitelio bronchiale.

Non è sempre colpa del fumo

È ormai accertato e ampiamente documentato che il fumo sia la causa più comune di tumore al polmone ed è associato a circa l'80% di tutte le diagnosi.
Tuttavia, non è l'unica causa e non tutte le persone colpite dalla malattia sono ex-fumatori: ogni anno vengono diagnosticati circa 270.000 nuovi casi non correlati al fumo di sigaretta.
Altri importanti fattori di rischio includono:

  • Radiazioni: le persone trattate con radioterapia corrono un rischio moderatamente aumentato di sviluppare tumore al polmone;
  • Rischi professionali: lavoratori di determinati settori e occupazioni che implicano l’utilizzo e la gestione di agenti cancerogeni ad alto rischio, come l’amianto e i fumi di combustione, possono essere maggiormente a rischio di sviluppare un tumore al polmone;
  • Inquinamento atmosferico: esistono evidenze che suggeriscono come le percentuali di cancro ai polmoni sono più alti nelle città e negli ambienti urbani, principalmente a causa dell'inquinamento atmosferico rispetto agli ambienti rurali;
  • Altre malattie polmonari: le persone affette da tubercolosi polmonare o broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) sono a maggior rischio di sviluppare tumore al polmone.

Scopri di più su questo e altri falsi miti sulla patologia.

Come si può combattere il tumore al polmone

Le opzioni di trattamento per il tumore al polmone variano a seconda della tipologia e dello stadio di malattia, oltre alle sue dimensioni e alla posizione nel polmone. E dipendono anche dal fatto che il tumore si sia o meno già diffuso ad altre parti del corpo e dallo stato generale di salute del paziente.

Storicamente, le opzioni di cura per il tumore al polmone comprendono:

  • la chirurgia: le persone con tumore al polmone localizzato in stadio iniziale possono essere trattate con successo, utilizzando un approccio chirurgico con o senza combinazione alla chemioterapia.
  • la radioterapia: per le persone il cui cancro non può essere rimosso chirurgicamente, la radioterapia può essere offerta da sola o in combinazione con la chemioterapia.
  • la chemioterapia: è l’approccio terapeutico utilizzato per la maggior parte dei pazienti con malattia avanzata, stadio in cui vengono diagnosticati più di due terzi dei casi di tumore al polmone. In questa fase avanzata, il cancro si è già diffuso in un'altra parte del corpo e non può più essere rimosso chirurgicamente con successo.

Nuove speranze di trattamento per le diverse tipologie di tumore

Il tumore al polmone rimane una sfida aperta e l’avvento di nuove soluzioni come le terapie mirate e l'immunoterapia offrono, insieme ai trattamenti esistenti, nuove speranze ai pazienti e alle loro famiglie.

Guardando ai progressi scientifici compiuti nel trattamento del tumore al polmone nell’ultimo decennio, l'impatto su quello SCLC è stato per lungo tempo limitato. L’approccio alla cura si è basato a lungo esclusivamente sulla chemioterapia. Questo, non perché non siano stati fatti sforzi per trovare valide alternative per i pazienti, ma perché negli ultimi trent’anni circa, decine di molecole innovative hanno fallito la prova degli studi clinici. Ma la comunità scientifica impegnata nella lotta al tumore al polmone non si è arresa.

Dall’avvento della chemioterapia a base di platino e dopo oltre 40 sperimentazioni fallite, l’immunoterapia ha segnato un punto di svolta nell’approccio al trattamento di diverse forme tumorali, tra cui lo SCLC. Oggi si ha sempre più necessità di terapie che prolunghino la vita e siano tollerabili per i pazienti più anziani, in particolare nel contesto del tumore al polmone avanzato e metastatico precedentemente trattato con altre terapie. Ed è in questo stadio di malattia che le immunoterapie potrebbero svolgere un ruolo importante.

Il tumore NSCLC pur essendo a crescita meno rapida, non risponde bene alle chemioterapie in uso, è poco sensibile alla radioterapia e ha attualmente come importante chance terapeutica la chirurgia. Recenti avanzamenti nell’ambito della ricerca sul NSCLC, hanno dimostrato che alcuni tipi di tumori al polmone, presentano delle mutazioni genetiche, ovvero delle alterazioni del loro DNA, che li rendono sensibili ad alcune terapie, chiamate Target Therapies o terapie mirate. A differenza della chemioterapia, sono altamente specifiche per la mutazione genetica in questione, e portano ad un significativo aumento della sopravvivenza del paziente. E’ dunque di fondamentale importanza avere dei test diagnostici appropriati ed efficienti che permettano di individuare correttamente queste mutazioni del DNA del tumore e che consentano di utilizzare delle terapie specifiche.

Il percorso diagnostico

La prima indagine diagnostica per un sospetto tumore del polmone è la TC del torace, seguita dalla biopsia polmonare. Una volta effettuata la biopsia, se indicato, è possibile eseguire i test per l’analisi delle alterazioni genetiche del tumore, in particolare sul gene EGFR (gene che codifica per un recettore cellulare) o sul gene ALK (che, se alterato, porta alla formazione di una proteina intracellulare alterata). Inoltre, nel SCLC, è possibile cercare un marcatore tumorale, la NSE (enolasi neurone specifica), che è elevata nei pazienti affetti dalla patologia e può essere utilizzata per il monitoraggio terapeutico.

L’offerta di Roche Diagnostics

Roche Diagnostics offre la possibilità di analizzare le alterazioni genetiche sul tessuto tumorale del NSCLC, in particolare sul gene EGFR e sul gene ALK, individuando quindi i pazienti che possono fruire di una terapia appropriata e specifica. 
Inoltre il test NSE di Roche può essere utilizzato per monitorare la risposta alla terapia nel SCLC e per valutare la prognosi del paziente.

 

Referenze

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