Media Release

Napoli, 25.05.2018

Equilibrio tra innovazione e sostenibilità economica in onco-ematologia: l'approcio virtuoso della regione Campania

Se ne parla al convegno

“Reti cliniche e nuove tecnologie: Quale futuro per il paziente campano”, 

che si terrà a Napoli il 25 maggio 2018 presso l’IRCCS G. Pascale, Palazzina Uffici Direzionali Sala del Consiglio

 

Meno tempo in day hospital (da 4 ore a 2 ore e 30 minuti) per la terapia onco-ematologica: un importante risultato ottenuto grazie all’impiego di farmaci “intelligenti” di ultima generazione. Le nuove formulazioni sottocute (SC) ridefiniscono le terapie onco-ematologiche e favoriscono nuovi e più efficienti modelli organizzativi in day-hospital, con ben 7.500 accessi attuali. Un nuovo approccio di sistema, che va oltre il costo singolo del farmaco e considera anche altri fattori come l’ottimizzazione dell’allestimento stesso del farmaco con conseguente riduzione dei tempi di attesa e dei rischi per pazienti e operatori. Notevoli anche i risparmi sui costi sanitari per il Servizio sanitario nazionale e regionale rispetto alle corrispondenti formulazioni endovenose, con una potenzialità futura di risparmio fino al 20% rispetto ai costi attuali.

Questi sono solo alcuni dei risultati dell’indagine, condotta dal 2015 al 2017, in tre anni di progetti sul campo, su un campione di 744 pazienti, che ha coinvolto, ciascuno per 2-3 mesi, 10 centri ospedalieri della Regione Campania - tra cui l’IRCCS Pascale, l’AORN A. Cardarelli e AOU Federico II di Napoli, Ospedale di San Giuliano in Campania (Na) e Tortora di Pagani (Sa). La ricerca mette in luce efficacia e benefici di un processo che ha l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei caregiver coinvolti, rendendo più agevole la gestione della malattia con una conseguente maggiore soddisfazione da parte dei singoli pazienti (89% i pazienti soddisfatti sul totale) e riduzione della mobilità sanitaria.

I dettagli saranno illustrati a Napoli durante al convegno “Reti cliniche e nuove tecnologie: Quale futuro per il paziente campano” in programma venerdì 25 maggio 2018, presso l’IRCCS G. Pascale, cui prendono parte i protagonisti delle ricerche. L'evento si inserisce nell'ambito del progetto "Effisciency Lab: nuovi approcci gestionali e organizzativi in onco-ematologia" promosso da Roche.

L’esperienza campana rielabora i risultati già raggiunti a livello nazionale nell’ambito dei progetti Going Lean in onco-ematologia (“L’ottimizzazione dei Day Hospital”) e SCUBA (Subcutaneous Benefits Analysis) - realizzati da Bip (Business Integration Partners) con il sostegno di Roche. I progetti prendono in considerazione i vantaggi che le formulazioni sottocutanee portano al personale medico e infermieristico, al farmacista ospedaliero e soprattutto al paziente. Secondo la prospettiva clinica e del personale infermieristico, l’uso delle nuove formulazioni migliora organizzazione e pianificazione delle attività, introducendo logiche di programmazione e ottimizzazione del workflow, grazie ad adeguati metodi e strumenti di valutazione. Il farmacista ospedaliero riscontra risvolti positivi nell’allestimento dei farmaci oltre che un’ottimizzazione dei costi, con la possibilità di distribuire in maniera più efficace le risorse (2 mila preparati in più e 20 mila terapie/anno grazie alla produzione robotizzata). Il paziente, come anticipato, beneficia di una netta riduzione dei tempi di attesa, grazie alla pianificazione degli accessi; come pure di un miglioramento del percorso di cura e dell’esperienza della terapia in toto.

“L’obiettivo è sensibilizzare il sistema a utilizzare al meglio le proprie potenzialità e a cogliere i benefici che le innovazioni farmaceutiche possono generare a livello organizzativo-gestionale” - spiega Davide Alì, referente Bip progetti Going Lean e SCuBA In sanità il dibattito sull’innovazione spesso è concentrato sull’esigenza di implementare soluzioni strutturali e sistemiche che determinino forti discontinuità rispetto alla situazione attuale, ma che nella sostanza risultano ampiamente ridimensionate o non trovano applicazione a causa delle forti barriere al cambiamento. Le attività che abbiamo condotto in tre anni in oltre 120 day hospital oncologici ed ematologici a livello nazionale, sono un esempio di come sia possibile, insieme agli operatori sanitari impegnati sul campo, fare innovazione rivedendo processi e modelli organizzativi, raccogliendo dati su molteplici ambiti di analisi e generando evidenze sulle quali misurare cambiamenti concreti”.

“L’oncologia rappresenta l’area terapeutica in cui si concentrano i principali sforzi della ricerca farmaceutica - specifica Ugo Trama, Direzione Generale per la Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale Dirigente UOD 06 Politica del Farmaco e Dispositivi della Regione Campania - Tali innovazioni comportano, inevitabilmente, costi rilevanti e impongono con forza il tema della sostenibilità. La capacità di garantire un trade-off tra innovazione e sostenibilità economica  costituisce, infatti, la sfida più importante per il Servizio sanitario regionale e ciò può essere ottenuto solo attraverso l’ottimizzazione dei percorsi assistenziali e l’adozione di strumenti per la valutazione dell’appropriatezza”.

Le sfide della Regione Campania si collocano nell’ambito di un percorso di risanamento finanziario e di riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale (SSR). Grande attenzione è riposta  nella riduzione della mobilità passiva. In particolare, in campo onco-ematologico, l’intento è ottimizzare l’accesso dei pazienti a procedure diagnostiche, terapeutiche e riabilitative.

“Per ciò che concerne la questione legata alla mobilità passiva - spiega Michelino De Laurentis, Direttore dell’U.O.C. di oncologia medica senologica dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli - il tumore della mammella, rappresenta una delle patologie per cui esiste un maggiore flusso di pazienti, verso gli ospedali ubicati al Nord Italia. Un flusso immotivato, stante la preparazione e l’eccellenza qualitativa che offrono gli istituti clinici della Regione Campania. La criticità sta nella “qualità percepita” dal cittadino e dai pazienti, che è decisamente migliore per le strutture del nord ed è legata soprattutto alla qualità delle infrastrutture, alla loro accoglienza, piuttosto che ad una reale migliore qualità delle cure offerte. Queste, paradossalmente, possono addirittura essere migliori qui da noi. Per esempio, pochi sanno e anche per questo ci tengo a precisare, che il Pascale è il primo centro in Italia per offerta di protocolli terapeutici innovativi nel campo del tumore al seno, vantando più di 60 protocolli sperimentali attivi in questo importante settore. La soluzione a questo paradosso sta, probabilmente, nella razionalizzazione delle risorse disponibili, convogliandole sulle aree di maggiore criticità, per creare infrastrutture ospedaliere più moderne ed accoglienti che possano far aumentare la qualità ‘percepita’ dai cittadini/pazienti. Solo in tal modo, a mio modesto avviso, si potrà invertire questa immotivata, spesso addirittura controproducente, migrazione sanitaria”.

“La rete oncologica campana nasce per superare la frammentazione organizzativa, - afferma Attilio Bianchi, Direttore Generale dell’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli - ponendosi come primo obiettivo la presa in carico immediata al comparire del bisogno. La piattaforma informatica dedicata consentirà al paziente di essere sempre seguito in qualsiasi punto della Rete si trovi, e consentirà la continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Ringrazio tutti quelli che stanno attivamente collaborando a tutti i livelli, e proprio questa convinta partecipazione collettiva rappresenta per noi la migliore garanzia del miglioramento continuo della nostra offerta assistenziale in questo delicatissimo campo della medicina”.

Il ruolo dell’industria farmaceutica come partner del SSN è vissuto con particolare impegno da Roche. “Il nostro obiettivo è favorire un impegno appropriato dei farmaci, coscienti che la sostenibilità del sistema sia anche una nostra responsabilità – commenta Maurizio De Cicco, presidente e amministratore delegato di Roche Italia - Da 120 anni ci impegniamo con coraggio nel mettere a disposizione dei pazienti le migliori cure possibili, e nel diffondere conoscenze scientifiche e gestionali che possano ottimizzare i processi sanitari. In questo contesto, siamo fieri di sostenere questa iniziativa che dimostra come la sinergia tra pubblico e privato possa portare benefici importanti all’intero sistema”.

Per maggiori informazioni:

Corinna Montana Lampo: corinna.montana@gmail.com,+39 328 5892 979

Erika Vetrugno: erika.vetrugno@roche.com; +39 039 2474747; +39 348 5299 498