Media Release

Monza, 14.03.2022

Presentato oggi il 2° ciclo di Digital Talk “Roche Now - connessi per la salute del futuro” - Un viaggio alla scoperta della medicina del futuro

  • Dopo il primo digital talk “Roche Now - big data uniti per la salute” dedicato a capire come big data e intelligenza artificiale possano migliorare la sanità pubblica e la salute dei cittadini, Roche Italia presenta il secondo ciclo “Roche Now - connessi per la salute del futuro” incentrato sul ruolo determinante della digitalizzazione sanitaria;
  • Sostenibilità del Sistema Salute, sanità digitale, prossimità di cura: questo e molto altro nel nuovo ciclo di talk dedicato a scoprire come dati e tecnologia possano agevolare un’evoluzione del Sistema mirata a migliorare esiti, percorsi e allocazione delle risorse;
  • Lo scienziato Ennio Tasciotti torna per un nuovo viaggio in quattro puntate, che vedrà protagonisti: Fidelia Cascini, ricercatrice e docente di Igiene e Sanità Pubblica dell’Università Cattolica di Roma, Esperta di sanità digitale incaricata dal Ministero della Salute; Luigi Cavanna, Presidente CIPOMO e direttore del reparto di onco-ematologia ASL Piacenza; Giorgio Casati, Direttore Generale ASL Roma 2; Francesco Gabbrielli, Direttore del Centro nazionale ISS per la telemedicina; Dario Scapola, direttore dell’Integrated Access Management Roche Italia.

 

Monza, 14 marzo 2022 – Al via “Roche Now - connessi per la salute del futuro”. Sostenibilità del Sistema Sanitario e miglioramento di esiti e percorsi di cura, attraverso la digitalizzazione, telemedicina e prossimità di cura. Queste sono alcune delle tematiche che verranno approfondite nel secondo ciclo di digital talk, presentato oggi da Roche Italia.

Gli ultimi anni hanno messo a nudo le carenze di molti sistemi sanitari, riportando in primo piano la necessità di implementare nuovi modelli di presa in carico e di cura, basati sulla prossimità, sulla digitalizzazione e sull’adozione di nuove tecnologie. L’importanza delle reti ospedale-territorio, le potenzialità della medicina digitale, la raccolta, la condivisione e l’analisi dei dati per generare evidenze ‘Real World’, utili a informare le scelte: sono questioni ormai note, ma questa transizione verso il futuro della medicina richiede anche un cambio culturale, che parta proprio dai cittadini. Con l’iniziativa Roche Now Talk, che vede come protagonista lo scienziato Ennio Tasciotti, attraverso interviste a esperti del settore Roche Italia vuole contribuire a spiegare, in maniera semplice, l’importanza di analizzare i dati di salute, per migliorare le cure e la programmazione, e di introdurre in modo sempre più efficace e sistematico le tecnologie digitali in ambito sanitario, anche a supporto di un’assistenza più prossima al paziente.

“Finalmente è chiaro a tutti che un sistema sanitario sostenibile e una medicina sempre più orientata verso la personalizzazione del percorso di cura richiedono un cambio di paradigma, un nuovo approccio organizzativo dei sistemi di salute pubblica, al cui interno un ruolo fondamentale spetta alla tecnologia digitale - afferma Dario Scapola, direttore dell’Integrated Access Management Roche Italia. In Roche già da qualche anno abbiamo compreso l’importanza di investire le nostre risorse e competenze non solo per sviluppare nuove soluzioni farmacologiche, ma anche per cercare nuove tecnologie in grado di facilitare a medici e pazienti la gestione del percorso di cura. L’intelligenza artificiale e i servizi tecnologici, infatti, rappresentano una risorsa eccezionale per la sostenibilità del nostro Sistema”.

Il nuovo ciclo di talk ‘Roche Now - connessi per la salute del futuro’, condotto anche per questa edizione dallo scienziato Ennio Tasciotti, si sviluppa attraverso quattro video-pillole, mirate a generare maggiore consapevolezza sugli ampi concetti di sanità digitale e di cure di prossimità. Le interviste ad esperti del settore affrontano tematiche quali la digitalizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici, la disponibilità di dati strutturati e accessibili, l’assistenza territoriale e di prossimità, il monitoraggio continuo del paziente attraverso l’integrazione fra l’attività del medico e la medicina digitale.

 

“Per ottenere il massimo dei benefici che la tecnologia può apportare nel settore sanitario - sottolinea il conduttore Ennio Tasciotti, scienziato e direttore Human Longevity Program IRCCS San Raffaele Roma - è fondamentale disegnare una strategia digitale chiara e integrata. Oggi, noi attori del Sistema Salute abbiamo l’occasione di ridisegnare la medicina del futuro creando un modello nuovo in grado di apportare miglioramenti sostanziali in termini di gestione dei pazienti, incremento della qualità̀ della vita e diminuzione della spesa. Il tutto grazie all’innovazione tecnologica”.

 

Ogni puntata di Roche Now Talk 2, disponibile da oggi sui canali ufficiali di Roche Italia e a cadenza settimanale per i prossimi appuntamenti, vedrà come protagonisti esperti del Sistema Salute che, attraverso interviste condotte da Ennio Tasciotti, guideranno gli utenti alla scoperta della medicina del futuro.

“Dobbiamo immaginare l’intelligenza artificiale come un motore e i big data come il carburante che lo alimenta, per supportare processi di evoluzione mirati a produrre una trasformazione del ruolo della scienza medica - commenta nel suo intervento al secondo talk Fidelia Cascini, ricercatrice e docente di Igiene e Sanità Pubblica all’università Cattolica di Roma, Esperta di sanità digitale incaricata dal Ministero della Salute. Il patrimonio informativo che i dati forniscono viene elaborato dall’intelligenza artificiale, come ad esempio sistemi di machine learning o reti neurali, creando modelli di previsione che possono supportare la diagnostica e la prevenzione, e che indirizzano la scienza medica sempre più verso la personalizzazione della cura e la medicina di precisione. Gli investimenti previsti dal PNRR - aggiunge - sono un’ottima occasione per immaginare un futuro in cui gli ospedali saranno centri di alta sofisticazione tecnologica e di eccellenza, a cui si affiancherà una medicina di territorio articolata in diverse strutture, in grado di seguire il paziente con particolare attenzione all’intero percorso di salute”.

 

Nel terzo appuntamento, il Presidente della Società Scientifica CIPOMO Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri, e direttore ASL Piacenza, Luigi Cavanna, afferma: “La medicina territoriale permette di lavorare in una fase pre-ospedaliera intercettando i bisogni dei pazienti precocemente, in questo modo si ottengono due grandi risultati: il primo, per il paziente stesso, che viene curato meglio se trattato a casa o presso strutture vicino al suo domicilio, il secondo, per il sistema sanitario, che non viene sovraccaricato. La prossimità delle cure produce un risparmio di tempo e risorse economiche, mentre la distanza dal centro di cura influenza in modo statisticamente significativo alcuni elementi fondamentali, causando una diagnosi tardiva, una terapia non appropriata, un esito meno preciso e una peggiore qualità di vita”.

 

Giorgio Casati, Direttore Generale ASL Roma 2, nell’ultimo talk della serie spiega: “La possibilità di conoscere in modo oggettivo la vita clinica del paziente, tramite dati, elementi diagnostici, terapie farmacologiche o ospedaliere, che non viene più raccontata a un medico ma che il medico stesso può consultare direttamente, è il grande valore aggiunto della tecnologia applicata al Sistema Salute, unita all’elaborazione di un percorso diagnostico più mirato, anche attraverso lo studio di casi analoghi”. Se un vantaggio della telemedicina è l’annullamento delle distanze fra strutture sanitarie e pazienti, l’ostacolo è invece la diffidenza: “Le persone - prosegue Casati - di fronte all’innovazione temono che i dati possano essere usati con finalità diverse da quelle dichiarate, oppure di non essere seguiti in modo efficace. L’obiettivo è non perdere di vista la persona e trasformare i piani di cura per le diverse patologie in un percorso individuale. Come? Attraverso lo svecchiamento degli attuali modelli organizzativi, nati da logiche di natura disciplinare, a favore di approcci più specialistici sul territorio basati su setting assistenziali differenziati”.

 

Su una migliore accessibilità ai servizi tramite la telemedicina, insiste infine Francesco Gabbrielli, Direttore del Centro nazionale ISS per la telemedicina: “Bisogna trasmettere alle persone la consapevolezza che i medici curano anche se non hanno il paziente davanti, purché i sistemi siano ben organizzati e le tecnologie digitali a disposizione vengano distribuite in modo equilibrato sul territorio. La telemedicina non si esaurisce con la tele-visita e il teleconsulto, prestazioni rilevanti e utili ma che non costituiscono la parte più importante, che riguarda invece la raccolta dei dati clinici provenienti dalla vita quotidiana delle persone in modo nuovo e la capacità di organizzarli in sistemi digitali in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni. Serve senso di responsabilità da parte dei pazienti e grande professionalità e attenzione da parte dei clinici. La tecnologia non sostituirà i medici, saranno i medici che la sanno usare a sostituire quelli che non ne sono in grado”.

 

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Da 125 anni Roche è impegnata a ricercare soluzioni in grado di diagnosticare e trattare patologie ad alto grado di complessità, come i tumori, l’emofilia, l’Alzheimer, la SMA e la sclerosi multipla, generando valore per la società. In Italia è presente con le tre divisioni del Gruppo: Roche S.p.A., Roche Diagnostics S.p.A. e Roche Diabetes Care S.p.A, un mix di competenze unico nel mercato. Nel 2021 ha investito 47 milioni di euro in ricerca clinica, con 200 centri di ricerca coinvolti in 249 studi clinici e più di 19.000 pazienti che hanno ricevuto cure d’avanguardia senza alcun costo a carico delle famiglie o del SSN.

 

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