Media Release

Monza, 07.06.2019

Tumore al polmone non a piccole cellule: l'immunoterapico atezolizumab in associazione con bevacizumab e chemioterapia in prima linea dimezza il rischio di peggioramento della malattia o decesso nei pazienti con metastasi epatiche

I dati sono stati presentati al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) il 2 giugno 2019

 

Monza, 3 giugno 2019 - Roche (SIX: RO, ROG; OTCQX: RHHHBY) ha annunciato oggi ulteriori risultati positivi di un'analisi esploratoria predefinita dello studio di Fase III IMpower150. L’analisi, condotta su pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso metastatico, che presentavano metastasi epatiche al basale, non precedentemente trattati con chemioterapia, ha dimostrato un vantaggio in termini di sopravvivenza globale (OS) dell'immunoterapico atezolizumab associato a bevacizumab e chemioterapia (carboplatino e paclitaxel) rispetto all’associazione di bevacizumab e chemioterapia (OS mediana=13.3 vs 9.4 mesi; hazard ratio (HR)=0.52; 95% CI:0.33-0.82) nella popolazione intention-to-treat (ITT)[1]. La sicurezza della combinazione di atezolizumab, bevacizumab e chemioterapia è risultata coerente con i profili di sicurezza noti dei singoli farmaci e non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza.

Tra i pazienti affetti da NSCLC, il 15-20% può sviluppare metastasi epatiche. In questo gruppo di pazienti la prognosi è particolarmente sfavorevole, con un aumento del rischio di morte di circa il 50%. Inoltre, nei pazienti che presentano metastasi epatiche è maggiore la probabilità di sviluppare metastasi anche in altre sedi.


"Siamo molto contenti di presentare ulteriori risultati positivi dello studio di Fase III IMpower150, il quale mostra dei benefici nei pazienti con metastasi epatiche al basale, la cui prognosi è peggiore e nei quali sono minori le probabilità di sopravvivenza", ha dichiarato Sandra Horning, MD, Chief Medical Officer di Roche e Head of Global Product Development. "Il trattamento di prima linea con l’associazione di atezolizumab, bevacizumab e chemioterapia ha ridotto di quasi la metà il rischio di peggioramento della malattia o di morte nei pazienti con metastasi epatiche al basale; ulteriori risultati dimostrano che l'associazione ha prodotto una risposta nel 60% dei pazienti, e può rappresentare una nuova importante opzione terapeutica per questa popolazione."
“L’IMpower150 è l’unico studio, ad oggi condotto, che stratifica i pazienti specificamente per la presenza di metastasi epatiche mostrando come nei pazienti che ricevono un trattamento chemioterapico in associaizone ad atezolizumab e in aggiunta a bevacizumab si ha un miglior controllo della malattia, soprattutto a livello epatico, con un vantaggio in termini di sopravvivenza del paziente.  Si tratta di risultati particolarmente importanti se si considera che riguardano un gruppo di pazienti, quelli con metastasi epatiche, che costituisce circa il 20% dei pazienti con tumore al polmone e che presenta una malattia molto aggressiva con una prognosi particolarmente sfavorevole - afferma il Dott. Federico Cappuzzo, Direttore del Dipartimento di Oncologia e Ematologia della AUSL di Romagna.Sono proprio questi pazienti, infatti, che richiedono uno sforzo terapeutico maggiore per il controllo della malattia”.


Questi dati sono stati presentati al congresso annuale della American Society of Clinical Oncology (ASCO) domenica 2 giugno 2019 (Abstract #9012).

Nel dicembre 2018, la Food and Drug Administration statunitense ha approvato atezolizumab in associazione a bevacizumab, carboplatino e paclitaxel per il trattamento di prima linea di adulti con NSCLC metastatico non squamoso senza aberrazioni genomiche tumorali di EGFR o ALK. Tale approvazione si basa sui dati positivi del braccio B dello studio di Fase III IMpower150, il quale ha dimostrato che l’associazione di atezolizumab e bevacizumab più carboplatino e paclitaxel ha consentito ai pazienti di vivere molto più a lungo rispetto a bevacizumab più carboplatino e paclitaxel (OS mediana=19.2 vs 14.7 mesi; HR=0.78; p=0.016), nella popolazione intention-to-treat wild-type (ITT-WT)[2].

Nel marzo 2019, la Commissione Europea ha inoltre approvato e concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di atezolizumab in combinazione con bevacizumb, paclitaxel e carboplatino per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con NSCLC metastatico non squamoso. Nei pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione EGFR o positivi per il riarrangiamento di ALK, atezolizumab in combinazione con bevacizumab e paclitaxel e carboplatino, è indicato solo dopo il fallimento di appropriate terapie target. Questa approvazione si basa su dati positivi del braccio B dello studio di Fase III IMpower150, il quale ha dimostrato che l’associazione di atezolizumab con bevacizumab e carboplatino e paclitaxel consente di ottenere un beneficio significativo in termini di sopravvivenza globale, rispetto al trattamento con  bevacizumab più carboplatino e paclitaxel (OS mediano=19.8 vs 14.9 mesi; HR=0.76; 95% CI: 0.63-0.96; p=0.006) nella popolazione ITT[3]. 

Lo studio IMpower150

IMpower150 è uno studio di Fase III multicentrico, aperto, randomizzato e controllato per valutare l'efficacia e la sicurezza di atezolizumab in associazione con la chemioterapia (carboplatino e paclitaxel) con o senza bevacizumab in pazienti con NSCLC metastatico non squamoso recidivante o in stadio IV, non precedentemente trattati con chemioterapia a causa della malattia avanzata. In totale sono stati arruolati 1.202 pazienti, di cui 1.045 nella sottopopolazione ITT-WT, da cui erano esclusi i soggetti con mutazioni di EGFR e riarrangiamento di ALK. I partecipanti sono stati randomizzati (1:1:1) per ricevere:

  • atezolizumab più carboplatino e paclitaxel (braccio A), oppure
  • atezolizumab e bevacizumab più carboplatino e paclitaxel (braccio B), oppure
  • bevacizumab più carboplatino e paclitaxel (braccio C, braccio di controllo).


Gli endpoint co-primari per confrontare i bracci B e C sono stati la sopravvivenza globle (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS), secondo quanto stabilito dallo sperimentatore in base ai Criteri di Valutazione della Risposta nei Tumori Solidi versione 1.1 (RECIST v1.1) nella sottopopolazione ITT-WT. Tra gli endpoint secondari più importanti, la PFS valutata dallo sperimentare, la OS e la sicurezza nella popolazione ITT. Le analisi esplorative hanno valutato anche l'efficacia e la sicurezza nei soggetti con metastasi epatiche al basale.


Si riporta di seguito una sintesi dei dati ITT per la popolazione con metastasi epatiche (un sottogruppo esplorativo prespecificato) dello studio IMpower1501:

  • È stato osservato un vantaggio in termini di sopravvivenza nei pazienti che hanno assunto atezolizumab in associazione con bevacizumab e chemioterapia, rispetto a bevacizumab e alla sola chemioterapia (OS mediana=13.3 vs 9.4 mesi; HR=0.52; 95% CI: 0.33-0.82).
  • Inoltre, atezolizumab, bevacizumab e la chemioterapia hanno ridotto il rischio di peggioramento della malattia o di morte (PFS) del 59%, rispetto a bevacizumab e alla chemioterapia (HR=0.41; 95% CI: 0.26-0.62).
  • Atezolizumab, bevacizumab e chemioterapia hanno ridotto le dimensioni del tumore (percentuale di risposta globale) nel 60,8% dei soggetti (95% CI: -0,75-40,18) rispetto al 41,1% tra i soggetti che hanno assunto bevacizumab e chemioterapia.
  • La durata mediana della risposta tra i soggetti trattati con atezolizumab, bevacizumab e chemioterapia è stata di 10,7 mesi (95% CI: 0,21-0,73) rispetto a 4,6 mesi nei pazienti che hanno assunto bevacizumab e chemioterapia.
  • Si sono verificati eventi avversi associati al trattamento di grado 3-4 nel 52,1% e 54,5% dei pazienti con metastasi epatiche rispettivamente nel braccio B e nel braccio C.


Tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC)

Il carcinoma polmonare è la prima causa di morte per cancro a livello globale[4]. Ogni anno muoiono 1,76 milioni di persone a causa della malattia, il che si traduce in oltre 4.800 decessi al giorno a livello mondiale4. In generale, il carcinoma polmonare può essere diviso in due tipi principali: NSCLC e carcinoma polmonare a piccole cellule. L'NSCLC è il tipo con la maggiore prevalenza e rappresenta circa l'85% di tutti i casi[5]. L'NSCLC comprende il carcinoma polmonare non squamoso e a cellule squamose; la forma squamosa è caratterizzata da cellule piatte che ricoprono la superficie delle vie aeree se osservate al microscopio5.

Maggiori informazioni su atezolizumab

Atezolizumab è un anticorpo monoclonale studiato per legarsi ad una proteina chiamata PD-L1 espressa sulle cellule tumorali e sulle cellule immunitarie infiltranti il tumore, in modo da bloccarne le interazioni con i recettori PD-1 e B7.1. Inibendo PD-L1, atezolizumab può consentire l'attivazione dei linfociti T. Potenzialmente, atezolizumab può essere utilizzato in associazione con altre immunoterapie oncologiche, con le terapie target e con varie chemioterapie per il trattamento di un'ampia gamma di tumori.


Negli Stati Uniti atezolizumab in associazione con nab-paclitaxel è approvato per il trattamento del carcinoma mammario metastatico triplo-negativo, PD-L1-positivo e in combinazione con bevacizumab e chemioterapia per il trattamento di prima linea dei pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso metastatico. Negli Stati Uniti, atezolizumab è anche approvato come trattamento di prima linea del carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso (ES-SCLC). Nell’Unione Europea l’indicazione per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso include pazienti con mutazioni di EGFR o aberrazioni genomiche di ALK dopo il fallimento di appropriate terapie target.

Atezolizumab è inoltre approvato nell'Unione Europea, negli Stati Uniti e in più di 90 paesi per pazienti con NSCLC metastatico precedentemente trattati e per alcuni tipi di carcinoma uroteliale metastatico non trattato o precedentemente trattato.

 

Maggiori informazioni su bevacizumab

Bevacizumab è un farmaco soggetto a prescrizione medica ed è una soluzione per infusione endovenosa. Si tratta di un anticorpo biologico studiato per legarsi specificamente ad una proteina chiamata fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) la quale svolge un ruolo importante durante tutto il ciclo di vita del tumore per sviluppare e mantenere i vasi sanguigni, un processo noto come angiogenesi. Bevacizumab è stato concepito per interferire con l'irrorazione sanguigna del tumore legandosi direttamente alla proteina VEGF in modo da evitare interazioni con i recettori presenti sulle cellule dei vasi sanguigni. L'irrorazione sanguigna del tumore è ritenuta fondamentale per la capacità del tumore di crescere e diffondersi nel corpo (metastatizzare).

Maggiori informazioni sull’associazione atezolizumab e bevacizumab

Esiste un forte razionale scientifico a sostegno dell'impiego in associazione di atezolizumab e bevacizumab. Il regime atezolizumab e bevacizumab può rafforzare il sistema immunitario per combattere l'NSCLC avanzato in prima linea. Bevacizumab, oltre ai suoi consolidati effetti anti-angiogenici, può ulteriormente potenziare la capacità di atezolizumab di ripristinare l'immunità anti-cancro, inibendo l'immunosoppressione associata al VEGF, promuovendo l'infiltrazione del tumore da parte dei linfociti T e consentendo il priming e l'attivazione delle risposte dei linfociti T contro gli antigeni tumorali.


Roche e l’immunoterapia oncologica

Da oltre 50 anni Roche è impegnata nello sviluppo di farmaci con l'obiettivo di ridefinire i trattamenti in oncologia. Oggi più che mai stiamo concentrando i nostri sforzi per ricercare opzioni terapeutiche innovative in grado di stimolare il sistema immunitario a combattere il cancro.

Grazie all’applicazione della nostra ricerca di punta nella profilazione immunitaria dei tumori nell’ambito del “cancer immunity cycle” ideato da Roche, stiamo incrementando il potenziale applicativo di atezolizumab in modo da poterlo rendere disponibile ad un numero sempre maggiore di persone malate di tumore.

Il nostro programma di sviluppo dell'immunoterapia oncologica è caratterizzato da un approccio omnicomprensivo volto a ripristinare la risposta del sistema immunitario verso il cancro, per migliorare il decorso clinico dei pazienti.

Per saperne di più sull'approccio di Roche all'immunoterapia oncologica, segui questo link:

http://www.roche.com/research_and_development/what_we_are_working_on/oncology/cancer-immunotherapy.htm

Maggiori informazioni su Roche

Roche è un gruppo internazionale pioniere nella farmaceutica e nella diagnostica, impegnato per il progresso della scienza e per migliorare la vita delle persone. La combinazione dei punti di forza in ambito farmaceutico e nella diagnostica hanno reso Roche il leader nella medicina personalizzata – una strategia che ha l’obiettivo di fornire a ciascun paziente il trattamento giusto nel miglior modo possibile.

Roche è la più grande azienda biotecnologica del mondo, con farmaci realmente differenziati in oncologia, immunologia, malattie infettive, oftalmologia e malattie del sistema nervoso centrale. Roche è anche leader a livello globale per la diagnostica in vitro e la diagnostica del cancro a partire dai tessuti, ed è all’avanguardia nella gestione del diabete.  Fondata nel 1896, Roche continua a cercare soluzioni migliori nella prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie, dando un contributo sostenibile alla società. L’azienda mira anche a migliorare l’accesso per i pazienti alle innovazioni mediche collaborando con tutti gli operatori del settore. Trenta medicinali sviluppati da Roche sono inclusi nella Model List dei Farmaci Essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, , tra cui antibiotici salvavita, antimalarici e farmaci antitumorali. Inoltre, per il decimo anno consecutivo, Roche è stata riconosciuta come l’azienda più sostenibile nell’Industria Farmaceutica dal Dow Jones Sustainability Indices (DJSI).

Il Gruppo Roche, con sede a Basilea, Svizzera, è attivo in oltre 100 paesi e nel 2018 contava circa 94.000 dipendenti in tutto il mondo. Nel 2018 Roche ha investito 11 miliardi di franchi svizzeri in R&S e ha registrato un fatturato di 56,8 miliardi di franchi svizzeri. Genentech, negli Stati Uniti, è una società interamente controllata dal gruppo Roche. Roche è l'azionista di maggioranza di Chugai Pharmaceutical, Giappone. Per ulteriori informazioni, si prega di visitare il sito www.roche.com.

 


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Bibliografia

[1] Socinski M et al. IMpower150: analysis of efficacy in patients (pts) with liver metastases (mets) [ASCO Abstract #9012].

[2] Socinski MA et al. Atezolizumab for first-line treatment of metastatic nonsquamous NSCLC. N Engl J Med 2018;378:2288–2301.

[3] Roche. Tecentriq® Summary of Product Characteristics. 2017.

[4] GLOBOCAN 2018. Lung cancer: estimated cancer incidence, mortality and prevalence worldwide. World Health Organization. Available from: http://gco.iarc.fr/today/data/factsheets/cancers/15-Lung-fact-sheet.pdf. Accessed May 2019.

[5] American Cancer Society. What Is Non-Small Cell Lung Cancer? [Internet]: Available from: https://www.cancer.org/cancer/non-small-cell-lung-cancer/about/what-is-non-small-cell-lung-cancer.html. Accessed May 2019.  

https://www.cancer.org/cancer/non-small-cell-lung-cancer/about/what-is-non-small-cell-lung-cancer.html. Accessed April 2019