Media Release

Monza, 13.12.2019

Tumore al seno: i risultati a sei anni di APHINITY confermano i benefici di pertuzumab in adiuvante per le pazienti ad alto rischio di recidiva

  • Presentati i dati di follow-up a sei anni dello studio APHINITY al San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS)
  • Nelle pazienti con tumore al seno in fase iniziale ad alto rischio di recidiva – come quelle con coinvolgimento dei linfonodi – si conferma il massimo incremento della sopravvivenza libera da malattia invasiva (iDFS, invasive disease-free survival) e una riduzione del 28% del rischio di recidiva o decesso, corrispondente a un beneficio clinico pari al 4,5%
  • Con un follow-up più lungo, l’effetto terapeutico si osserva indipendentemente dallo stato dei recettori ormonali
  • Il braccio trattato con pertuzumab ha registrato un numero inferiore di decessi; i dati sulla sopravvivenza complessiva sono tuttavia ancora immaturi, pertanto in questa analisi ad interim non è stata raggiunta una differenza statisticamente significativa 

 

Monza, 12 dicembre 2019 – Roche, il Breast International Group (BIG), l’Institut Jules Bordet Clinical Trials Support Unit (IJB-CTSU) e Frontier Science Foundation (FS) hanno annunciato oggi i dati della seconda analisi ad interim relativa alla sopravvivenza globale (OS, overall survival) dello studio di fase III APHINITY, che valuta l’aggiunta di pertuzumab a trastuzumab e chemioterapia come trattamento adiuvante (dopo l’intervento chirurgico) per le pazienti con carcinoma mammario in fase precoce HER2-positivo. L’analisi presentata è stata condotta ad un follow-up mediano di circa 74 mesi – rispetto ai circa 45 mesi dell’analisi primaria del 2017 – e include anche dati aggiornati e descrittivi sulla iDFS e sulla sicurezza cardiaca.1

La presentazione dei dati dello studio APHINITY con un follow up mediano di oltre 6 anni, conferma il beneficio dell'aggiunta del pertuzumab alla terapia standard consistente in chemioterapia e trastuzumab, e permette di definire con maggior precisione il rapporto rischio/beneficio e di indentificare le pazienti per le quali questo rapporto è più favorevole. –  afferma Pierfranco Conte, Ordinario Oncologia Medica all’Università di Padova, Direttore Oncologia Medica 2, Istituto Oncologico Veneto IRCCS. – I dati aggiornati confermano la sicurezza cardiaca a lungo termine e il vantaggio assoluto in sopravvivenza libera da malattia, che è del 4,5% nelle pazienti con linfonodi positivi, indipendentemente dallo stato dei recettori ormonali. Pertanto, in questo modo, è possibile definire il nuovo standard terapeutico per questa tipologia di pazienti.”

“Questi risultati dimostrano l’importanza di un follow-up più lungo di APHINITY, e confermano ulteriormente il regime basato su pertuzumab come standard di cura per le pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo ad alto rischio di recidiva, come quelle con malattia con coinvolgimento dei linfonodi”.  – aggiunge Martine Piccart, MD, PhD, co-fondatrice e direttore scientifico del BIG presso l’Institut Jules Bordet.

“L’obiettivo del trattamento adiuvante è quello di offrire a ogni paziente con carcinoma mammario in fase precoce le migliori possibilità di cura” – afferma Levi Garraway, MD, PhD, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche. “Questi nuovi dati con un follow-up più lungo mostrano gli effetti a lungo termine del regime a base di pertuzumab, confermando un maggiore beneficio in termini di sopravvivenza libera da malattia invasiva”.

In questa analisi, nella popolazione complessiva dello studio il regime basato su pertuzumab ha ridotto del 24% il rischio di ricaduta di malattia o di decesso per carcinoma mammario rispetto a trastuzumab, chemioterapia e placebo (HR = 0,76; IC 95% 0,64-0,91). A sei anni, il 90,6% delle pazienti nel braccio pertuzumab non ha osservato alcuna recidiva di tumore mammario, rispetto all’87,8% nel braccio placebo, con un beneficio assoluto del 2,8%.1

Coerentemente con l’analisi primaria, l’effetto maggiore continua a essere osservato nelle pazienti ad alto rischio di recidiva, come quelle con malattia linfonodo-positiva. In queste pazienti, con il regime a base di pertuzumab si è verificata una riduzione del 28% del rischio di recidiva o di morte rispetto a trastuzumab, chemioterapia e placebo (HR = 0,72; IC 95% 0,59-0,87). Questo corrisponde a un miglioramento assoluto dell’iDFS a sei anni del 4,5% (87,9% vs 83,4%). Grazie a un follow-up più lungo, l’effetto terapeutico del regime a base di pertuzumab viene osservato indipendentemente dallo stato dei recettori ormonali (HR).

Nel braccio di pazienti trattate con il regime a base di pertuzumab è stato osservato un minor numero di decessi (125 vs 147 HR = 0,85; IC 95%: 0,67-1,07); tuttavia per il momento i dati rimangono immaturi. Lo studio APHINITY continua, come previsto, con la terza analisi ad interim dell’OS prevista per il 2022. L’osservazione a lungo termine di queste pazienti è molto importante per determinare un possibile beneficio in termini di sopravvivenza.1

Non sono emersi nuovi eventi avversi a livello cardiaco. Il profilo di sicurezza del regime a base di pertuzumab è stato coerente con quello osservato nell’analisi primaria e negli studi precedenti. La percentuale di eventi cardiaci primari registrati nel braccio con il regime basato su pertuzumab è stata dello 0,8%, rispetto allo 0,3% del braccio placebo.1,2

Sulla base dei risultati positivi dell’analisi primaria dello studio, presentata nel 2017, pertuzumab è stato approvato per il trattamento adiuvante del tumore al seno in fase precoce (eBC) per le pazienti ad alto rischio di recidiva in oltre 86 Paesi, inclusi gli Stati Uniti e tutta la UE. A oggi, oltre 150.000 pazienti sono state trattate con il regime a base di pertuzumab in questo contesto.3 Il regime è stato anche riconosciuto in diverse linee guida internazionali, tra le quali quelle della St Gallen International Breast Cancer Conference e quelle di NCCN, ASCO ed ESMO, che lo raccomandano come trattamento standard adiuvante per le pazienti con eBC HER2-positivo ad alto rischio di recidiva.4,5,6,7

 

Lo studio clinico APHINITY

APHINITY (Adjuvant Perjeta and Herceptin IN Initial TherapY in Breast Cancer, NCT01358877/ BO25126/ BIG 4-11) è uno studio internazionale a due bracci di fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che sta valutando l’efficacia e la sicurezza di pertuzumab più trastuzumab e chemioterapia – rispetto a trastuzumab e chemioterapia – come terapia adiuvante in 4805 pazienti con eBC HER2-positivo operabile. L’endpoint primario di efficacia dello studio APHINITY è la iDFS, che in questo studio è definita come il tempo in cui una paziente vive senza recidiva del carcinoma mammario invasivo in qualsiasi sede, o senza morte per qualsiasi causa dopo il trattamento adiuvante. Gli endpoint secondari comprendono la sicurezza cardiaca e complessiva, la OS, la sopravvivenza libera da malattia e la qualità della vita. Lo studio continuerà a seguire le partecipanti fino a dieci anni complessivi di follow-up.2,8

 

Pertuzumab

Pertuzumab è un farmaco che ha come target il recettore HER2, una proteina presente fisiologicamente sulla superficie di molte cellule, ma che viene espresso a livelli estremamente alti sulla superficie delle cellule dei tumori HER2-positivi. Pertuzumab è stato specificamente concepito per impedire che il recettore HER2 si unisca (o dimerizzi) con altri recettori della famiglia HER (EGFR/HER1, HER3 e HER4), un processo che si ritiene svolga un ruolo nella crescita e nella sopravvivenza del tumore.9 Il legame di pertuzumab a HER2 può inoltre segnalare al sistema immunitario di distruggere le cellule tumorali. Si ritiene che i meccanismi d’azione di pertuzumab e trastuzumab si completino a vicenda, poiché entrambi si legano al recettore HER2, ma in posizioni diverse. La combinazione di pertuzumab e trastuzumab fornisce un blocco duplice – e pertanto più completo – delle vie di segnalazione di HER2, limitando la crescita e la sopravvivenza delle cellule tumorali.10

 

L’impegno di Roche nel carcinoma mammario HER2-positivo

Roche – pioniere globale nel settore farmaceutico e diagnostico - da oltre 30 anni guida la ricerca nella via di segnalazione di HER2 ed è impegnata nel miglioramento della salute, della qualità di vita e della sopravvivenza delle pazienti con malattia HER2-positiva in fase sia precoce sia avanzata. Il carcinoma mammario HER2-positivo è una forma particolarmente aggressiva della malattia, che colpisce il 15-20% circa delle pazienti.11 Roche ha sviluppato tre farmaci innovativi, che hanno contribuito a trasformare il trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo: trastuzumab, pertuzumab e trastuzumab emtansine. La combinazione di farmaceutica e diagnostica all’interno della stessa organizzazione ha portato Roche a essere leader nella medicina personalizzata, una strategia che mira a fornire il trattamento più appropriato per ciascun paziente nel miglior modo possibile. Per ulteriori informazioni, visitare www.roche.it.

 

Il Breast International Group

Con sede a Bruxelles, il Breast International Group (BIG) è un’organizzazione internazionale senza fini di lucro per gruppi accademici di ricerca sul cancro al seno provenienti da tutto il mondo. La collaborazione globale è fondamentale al fine di compiere progressi significativi nella ricerca sul carcinoma mammario, ridurre inutili duplicazioni di sforzi, condividere i dati, contribuire allo sviluppo più rapido di trattamenti migliori e aumentare la probabilità di cura per i pazienti. Pertanto, BIG promuove la ricerca sul tumore al seno a livello internazionale, stimolando la cooperazione tra i suoi membri e tra altre reti accademiche e collaborando con l’industria farmaceutica, mantenendovisi tuttavia indipendente. La rete internazionale di gruppi di ricerca accademica collaborativa del BIG dedicata alla ricerca sul cancro al seno si è rivelata cruciale nel rapido arruolamento di 4800 pazienti provenienti da 42 Paesi e nel raggiungimento di solidi risultati nell’ambito di un vasto studio clinico multinazionale come APHINITY.

Fondata nel 1999 da preminenti Opinion Leader europei, il BIG è ora formato da una rete di 57 gruppi collaborativi provenienti da Europa, Canada, America Latina, Asia e Australasia. Queste entità sono collegate a diverse migliaia di ospedali e centri di ricerca specializzati in tutto il mondo. In qualsiasi momento, sotto l’egida del BIG vengono eseguiti contemporaneamente – o sono in via di sviluppo – oltre 30 studi clinici. Il BIG lavora anche a stretto contatto con il National Cancer Institute (NCI) statunitense e i North American Breast Cancer Groups (NABCG), due realtà che, insieme, rappresentano una robusta forza di integrazione nell’arena della ricerca sul cancro al seno. Per ulteriori informazioni, visitare www.BIGagainstbreastcancer.org

 

La Frontier Science Foundation

La fondazione Frontier Science (FS) è una società senza fini di lucro che si è guadagnata una reputazione internazionale come organizzazione di statistica e di gestione di dati altamente capace, collaborando con reti di ricerca, aziende farmaceutiche e altri soggetti nella progettazione, conduzione ed esecuzione di studi clinici e di studi osservazionali a lungo termine. Fondata nel 1975, Frontier Science offre un’innovativa gestione e analisi dei dati per studi clinici in diverse aree terapeutiche in tutto il mondo. Alcuni dei più significativi progressi nella cura dell’AIDS e del cancro sono derivati ​​da studi nell’ambito dei quali Frontier Science ha svolto un ruolo determinante. Frontier Science può contare su personale specializzato in biostatistica, IT, gestione dei dati e supporto in cinque sedi, negli Stati Uniti, in Grecia e in Scozia. Per ulteriori informazioni, visitare www.frontierscience.org

 

L’Institut Jules Bordet Clinical Trials Support Unit

Nelle sue vesti di organizzazione accademica senza fini di lucro, la Clinical Trials Support Unit (CTSU) del centro globale per i tumori Institut Jules Bordet (IJB) sta combattendo il cancro attraverso la progettazione, l’impostazione e la conduzione di studi clinici innovativi, che contano realmente per i pazienti. Il team multidisciplinare della IJB-CTSU crede fermamente che il suo lavoro contribuisca a migliorare la comprensione della malattia e a ottimizzare la diagnosi, l’assistenza e i trattamenti antitumorali. L’IJB-CTSU gestisce le attività operative sia per gli studi iniziati dagli investigatori sia per le sperimentazioni cliniche sponsorizzate da aziende farmaceutiche, da società biotecnologiche o da altre istituzioni accademiche. Le competenze della IJB-CTSU coprono la gestione dei progetti, gli affari regolatori, la gestione dei contratti, la farmacovigilanza, la gestione dei dati, il monitoraggio dei siti, la revisione centralizzata dell’imaging e la gestione dei bio-campioni. Inoltre, la IJB-CTSU beneficia di una stretta collaborazione con il team medico e il team statistico dell’IJB. Nel 2013 il BrEAST (Breast Adjuvant Study Team) è entrato a far parte della IJB-CTSU come unità responsabile delle attività di gestione dei dati implementate per tutti gli studi clinici gestiti da IJB-CTSU. Per ulteriori informazioni, visitare https://ctsu.bordet.be

 

Riferimenti

1. Piccart M, et al. Interim OS analysis of APHINITY (BIG 4-11): a randomised multicenter, double-blind, placebo-controlled trial comparing chemotherapy plus trastuzumab plus pertuzumab versus chemotherapy plus trastuzumab plus placebo as adjuvant therapy in patients with operable HER2-positive eBC. Presented at SABCS, 2019 Dec 10-14; San Antonio, Texas. Abstract #GS1-04.

2. Minckwitz G, et al. Adjuvant Pertuzumab and Trastuzumab in Early HER2-Positive Breast Cancer. N Engl J Med. 2017;377:122-31.

3. Roche data on file.

4. Balic M, et al. St. Gallen/Vienna 2019: A Brief  Summary of the Consensus Discussion on the Optimal Primary Breast Cancer Treatment. Breast Care 2019;14:103-10.

5. National Comprehensive Cancer Network (NCCN). NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology Breast Cancer. Internet; citato nel dicembre 2019. Disponibile all’indirizzo: https://www.nccn.org/professionals/physician_gls/pdf/breast.pdf.

6. Denduluri N, et al. Selection of Optimal Adjuvant Chemotherapy and Targeted Therapy for Early Breast Cancer: ASCO Clinical Practice Guideline Focused Update J Clin Oncol. 2018;10;36(23):2433-43.

7. Cardoso F et al. Early breast cancer: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up. Ann Oncol. 2019;30:1194-220.

8. ClinicalTrials.gov. A Study of Pertuzumab in Addition to Chemotherapy and Trastuzumab as Adjuvant Therapy in Participants With Human Epidermal Growth Receptor 2 (HER2)-Positive Primary Breast Cancer (APHINITY). Internet; citato nel dicembre 2019. Disponibile all’indirizzo: https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01358877.

9. Iqbal N and Iqbal N. Human Epidermal Growth Factor Receptor 2 (HER2) in Cancers: Overexpression and Therapeutic Implications. Mol Biol Int. 2014;2014:852748.

10. Baselga J and Swain SM. Novel anticancer targets: revisiting ERBB2 and discovering ERBB3. Nat Rev Cancer 2009;9:463-75.

11. Wolff AC, et al. Recommendations for human epidermal growth factor receptor 2 testing in breast cancer: American Society of Clinical Oncology/College of American Pathologists clinical practice guideline update. J Clin Oncol. 2013;31(31):3997-4013.

 

Per maggiori informazioni

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Erika Vetrugno: erika.vetrugno@roche.com; +39 039 2474747

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