Test diagnostici per farmaci personalizzati

Riscrivere l’intero percorso di cura del paziente è possibile grazie alla sempre maggiore disponibilità di dati che riguardano il patrimonio genetico delle singole persone, il loro stile di vita, bisogni individuali, preferenze ed esperienze. È questo l’obiettivo della medicina personalizzata che nell’oncologia trova la sua area di maggiore avanzamento: raccogliere, interpretare, gestire queste informazioni per disegnare una cura a misura di singolo paziente. Oggi sappiamo di più sulla genetica delle mutazioni che guidano la crescita e la diffusione del cancro e sui fattori ambientali e di stile di vita che causano queste mutazioni (ad esempio fumo, virus, obesità, ormoni e mancanza di esercizio).

Trattamento su misura

Anche se due persone hanno lo stesso tipo di tumore, le loro mutazioni genetiche possono differire e indicare così una diversa risposta alle terapie. I passi avanti nella ricerca hanno portato a una crescita importante del numero dei farmaci che agiscono colpendo uno specifico bersaglio. Questi medicinali “mirati”, ora disponibili in sempre maggior numero, consentono ai medici di fare delle scelte sulla base delle caratteristiche personali di ogni singolo paziente somministrando farmaci più efficaci e meno tossici.

Un nuovo percorso di cura

In Roche abbiamo aperto una nuova strada nell’utilizzo della diagnostica per lo sviluppo di nuovi farmaci contro il cancro. I test sui biomarcatori e tecnologie come il sequenziamento di nuova generazione sono in grado di mappare il corredo genetico di un individuo, le mutazioni tumorali e altre caratteristiche molecolari utili per trovare il trattamento più appropriato. Le biopsie liquide consentono di monitorare in modo non invasivo come evolve il tumore nel tempo e adattare di conseguenza le cure. E nuovi dati clinici in formato digitale consentono ai medici di prendere la decisione migliore per la terapia del paziente.

 

Cos'è la biopsia liquida?

Il profilo genomico completo con biopsie liquide comporta il prelievo di solo due fiale di sangue ed elimina o riduce al minimo il tempo trascorso in ospedali o cliniche. Per coloro che sono già deboli o impossibilitati a spostarsi come nel corso della pandemia, la biopsia liquida a domicilio elimina anche la necessità di percorrere lunghe distanze per sottoporsi ai test. La soluzione offerta da Foundation Medicine garantisce la privacy, offre ai pazienti un accesso sicuro e tempestivo alla diagnostica essenziale e fornisce informazioni preziose ai pazienti e ai loro medici per aiutare a personalizzare il trattamento.

 

La profilazione genomica

A oggi si conoscono oltre 200 tumori diversi, e per molti di questi la crescita tumorale dipende in buona parte da alterazioni genomiche conosciute. La profilazione genomica, cioè la ricerca delle mutazioni somatiche specifiche del tumore di un singolo paziente, avviene su un campione di tessuto oppure su un campione di sangue, prelevati con una biopsia solida o una liquida. Rispetto a quella solida, la biopsia liquida è meno invasiva e rileva le mutazioni anche sul DNA circolante. Può essere usata inoltre per monitorare eventuali mutazioni che dovessero insorgere durante il trattamento.

Differenti tipi di test genomici

La profilazione genomica può essere effettuata secondo due modalità, indipendentemente dal campione di partenza (sangue o tessuto): l’approccio tradizionale del test di un singolo gene (Single Gene Testing - SGT) e l’approccio a pannelli tramite il Next Generation Sequencing (NGS), una nuova tecnologia che consente il sequenziamento contemporaneo di regioni geniche selezionate o dell’intero genoma in una singola analisi con una profilazione genomica ampia (Comprehensive Genomic Profiling, CGP). L’analisi del DNA tumorale riesce a individuare nuove mutazioni che non potrebbero essere rilevate da altre tecnologie non basate sul sequenziamento. Un’opportunità tanto più preziosa nel caso in cui il campione di tessuto ottenuto dalla biopsia solida sia ridotto e quindi non sufficiente per ulteriori successive analisi.

 

Comprehensive Genomic Profiling

Ogni persona ha un insieme unico di istruzioni genetiche, chiamato genoma. Il cancro è una malattia del genoma, causata da alterazioni genomiche che fanno crescere un tumore. Il test genomico oncologico è per le persone che hanno ricevuto una diagnosi di cancro e aiuta a identificare le mutazioni del DNA tumorale che potrebbero guidare lo sviluppo del tumore. Tra gli altri, il profilo genomico completo, o Comprehensive Genomic Profiling - CGP, è il test più avanzato, utilizzato da Foundation Medicine, parte del gruppo Roche, per una corretta diagnosi e pianificazione del trattamento. Testa il DNA di un tumore per più di 300 alterazioni genomiche e offre un riepilogo delle opzioni di trattamento in base alle alterazioni identificate. Ciò offre al medico e al paziente opzioni di cura su misura per le singole cause della malattia.
A gennaio 2015 Roche ha acquisito Foundation Medicine Inc, azienda specializzata nell’analisi molecolare e genomica, che lavora per ottimizzare i trattamenti in oncologia e trovare nuove modalità di sviluppo e interpretazione dei dati degli studi clinici a partire dalle informazioni derivanti dalle analisi del DNA sia su tessuto tumorale sia su sangue.

 

Farmaci agnostici

Se il test individua alcune mutazioni nelle cellule tumorali per le quali è disponibile una terapia mirata, il paziente può essere indirizzato a un trattamento specifico. La scelta della terapia può essere fatta su misura a seconda della mutazione individuata e non sulla base dell’organo in cui il tumore si è sviluppato. I farmaci il cui impiego è legato alla presenza di una specifica alterazione molecolare, indipendentemente dall’organo di origine del tumore, sono detti farmaci agnostici.

Dal modello istologico a quello mutazionale

Grazie alla profilazione genomica, la medicina personalizzata in oncologia sta quindi cambiando rotta: a un tradizionale modello istologico, in cui la terapia veniva definita sulla base della classificazione del tumore per tipo e per sede, si sta affiancando un modello mutazionale, nel quale si identificano le alterazioni molecolari driver, che guidano la crescita della neoplasia nelle diverse fasi del suo sviluppo, verso cui indirizzare farmaci mirati.
Le terapie agnostiche hanno come target specifiche anomalie genomiche o caratteristiche molecolari (alterazioni molecolari driver), indipendentemente dal sito di origine del tumore. È nato così un nuovo paradigma per cui la firma genomica del tumore affianca l’istologia nel guidare le decisioni di trattamento. Solo così è possibile assumere decisioni terapeutiche sulla base delle più recenti evidenze scientifiche e ottenere il massimo dei benefici per i pazienti.

Biopsia liquida a domicilio durante l’emergenza Covid-19

Per garantire ai pazienti oncologici la continuità di servizi e cure durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, ingressi contingentati, erogazione delle sole prestazioni necessarie e visite da remoto sono diventati la nuova routine. Tuttavia, nel frattempo, è crollato il numero degli screening regolari effettuati, riducendo le probabilità di diagnosi precoce del cancro. In Roche, con la biopsia liquida a domicilio, abbiamo messo a punto una soluzione che non rappresenta ancora uno standard nella pratica clinica ma ha ampi margini di miglioramento e potrà essere utilizzata anche al termine della pandemia. I medici dei maggiori centri oncologici italiani hanno potuto richiedere l’attivazione del servizio fornito da Foundation Medicine.
Come funziona? Per la biopsia liquida è sufficiente un semplice prelievo di sangue che viene eseguito direttamente a casa del paziente da personale sanitario qualificato. L'operatore arriva a un'ora prestabilita, preleva due fiale di sangue e le confeziona per il ritiro del corriere entro quattro ore. Le fiale vengono inviate a un laboratorio speciale, che può testare un tumore per le alterazioni genomiche, offrendo così maggiori informazioni sulle opzioni di trattamento mirate. Una volta pronti i risultati, il medico li riceve per via telematica, accedendo all’apposita piattaforma, e può scoprire, per esempio, la presenza di particolari mutazioni che suggeriscono l’impiego di farmaci specifici come quelli a bersaglio molecolare, verificare la comparsa di metastasi ed eventualmente le loro caratteristiche, monitorare il tumore nel tempo per vedere se la terapia condotta funziona o se compaiono delle resistenze. La biopsia liquida è più facile da ottenere rispetto alle biopsie solide o tissutali della massa neoplastica ed è ripetibile nel tempo, permettendo di “fotografare” in istanti diversi le caratteristiche genetiche e l’evoluzione di un tumore.

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