Individuare le particolarità genetiche dei diversi tipi di tumore per impostare la cura in rapporto alle specificità del paziente: questo è il punto di forza della medicina personalizzata in oncologia. Riscrivere quindi l’intero percorso di cura del paziente trovando la giusta cura nel giusto tempo e con un trattamento su misura. Questo è possibile grazie alla sempre maggiore disponibilità di dati che riguardano il patrimonio genetico delle singole persone, il loro stile di vita, bisogni individuali, preferenze ed esperienze. Con la raccolta, interpretazione e gestione di queste informazioni è possibile disegnare una cura a misura di singolo paziente, aumentando l’efficacia del trattamento, diminuendo le tossicità legate alle cure e quindi migliorando la qualità di vita. Per meglio rappresentare cosa significa la medicina personalizzata in campo oncologico, è utile ricordare l’approccio delle quattro “P”: cioè un modello di cura predittivo, personalizzato, preventivo e partecipativo.

Una medicina indirizzata dai pazienti e dai loro dati

La medicina personalizzata vuole arrivare a dare la diagnosi più accurata possibile nel minor tempo avendo a disposizione un trattamento mirato e un piano terapeutico a misura di ogni singolo paziente. Implementarla in oncologia permette al team sanitario che si occupa della cura di prendere decisioni sulla base dei dati e in collaborazione con il paziente: decisioni fondamentali che non riguardano solo la terapia, ma anche problematiche più generali sulla gestione della malattia e sulla qualità di vita. Si traccia l'identikit biologico in ogni malato per identificare le mutazioni più importanti e cercare la terapia su misura per contrastarlo nelle librerie farmaceutiche. Facciamo un esempio di come funziona la medicina personalizzata in oncologia. Prendiamo due persone con lo stesso tipo di tumore, per esempio al polmone: le loro mutazioni genetiche possono essere differenti e indicare così una diversa risposta alle terapie. I passi avanti nella ricerca scientifica inoltre hanno portato a una crescita importante del numero dei farmaci che agiscono colpendo uno specifico bersaglio e questo permette ai medici di fare scelte sulla base delle caratteristiche personali di ogni singolo paziente somministrando farmaci più efficaci e meno tossici. Un ulteriore elemento fondamentale della medicina personalizzata in oncologia è la presenza di un team multidisciplinare che segue il paziente lungo tutto il suo percorso: professionisti con diverse competenze che riesca a comprendere i dati genetici e molecolari per indirizzare al meglio la terapia (il molecular tumor board) insieme a figure come psicologo, sessuologo, nutrizionista e molte altre. È un passo in avanti rivoluzionario rispetto all’approccio tradizionale.

Focus: oncologia di precisione e singole patologie oncologiche

Mettere il paziente al centro è il fondamento della medicina personalizzata, soprattutto per quanto riguarda le patologie tumorali. Questo è possibile solo grazie all’analisi dei dati che provengono dal paziente oncologico in combinazione con quelli che arrivano dall’industria farmaceutica, dai laboratori di ricerca e da altre strutture sanitarie. I dati non solo ci aiutano oggi a capire come funzionano i farmaci esistenti e quando dobbiamo usarli, ma ci indicano anche la strada per i trattamenti futuri. Da una cura standard, uguale per tutte le persone, a una cura personalizzata grazie alla profilazione genomica e la condivisione dei dati del paziente. Andiamo ad analizzare nel dettaglio come si applica la medicina personalizzata in oncologia con le singole patologie più comuni.

 

 

Le terapie agnostiche: il futuro delle cure oncologiche

La medicina personalizzata in oncologia sta affiancando a un tradizionale modello istologico, in cui la terapia veniva definita sulla base della classificazione del tumore per tipo e per sede, un modello mutazionale, nel quale si identificano le alterazioni molecolari driver, che guidano la crescita della neoplasia nelle diverse fasi del suo sviluppo, verso cui indirizzare farmaci mirati. Le terapie agnostiche hanno come target specifiche anomalie genomiche o caratteristiche molecolari (alterazioni molecolari driver), indipendentemente dal sito di origine del tumore. È nato così un nuovo paradigma per cui la firma genomica del tumore affianca l’istologia nel guidare le decisioni di trattamento: solo così sarà possibile assumere decisioni terapeutiche sulla base delle più recenti evidenze scientifiche e ottenere il massimo dei benefici per i pazienti. Oggi esistono infatti trattamenti orientati sui bersagli molecolari per tutte le principali patologie oncologiche: i tumori della mammella, del polmone (in particolare l’adenocarcinoma) del colon retto, dello stomaco e dell’ovaio, il melanoma e i tumori stromali gastrointestinali (GIST). L’esempio di Roche nelle terapie personalizzate e agnostiche è per la neoplasia polmonare: la maggior parte delle modificazioni genetiche sono state individuate nella forma non a piccole cellule (NSCLS) e riguardano in maniera particolare gli oncogeni (quei geni che potenzialmente possono indurre una trasformazione neoplastica nelle cellule) come ALK, ROS1 e RET. In particolare Roche ha recentemente ricevuto approvazione Europea ed è in attesa del rimborso AIFA per entrectinib, una terapia indicata per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con riarrangiamento del gene ROS1 e per i pazienti con un’altra mutazione, quella del gene NTRK. Quest’ultima indicazione costituisce uno dei primi modelli di terapia agnostica che verrà approvata in Italia. Oltre a questo trattamento, Roche sta portando avanti diversi studi, alcuni già in fase III, che stanno valutando l’efficacia di trattamenti a base di alectinib (per il carcinoma polmonare non a piccole cellule che presentano una modifica del gene ALK) e atezolizumab (un anticorpo monoclonale), altre due terapie target sviluppate da Roche. Atezolizumab potrebbe essere utilizzato come farmaco base per le associazioni terapeutiche tra immunoterapie, target therapy e varie chemioterapie tradizionali per il trattamento di un’ampia gamma di neoplasie maligne. Atezolizumab è attualmente approvato in monoterapia o in combinazione con terapie mirate e/o chemioterapie in varie forme di tumore polmonare non a piccole cellule, tumore polmonare a piccole cellule, alcuni tipi di tumore uroteliale metastatico, nel carcinoma mammario triplo negativo metastatico PD-L1-positivo e nel carcinoma epatocellulare.