La pandemia da coronavirus sta ponendo una delle più grandi sfide alla salute globale della nostra epoca, influenzando, in un modo o nell'altro, la vita di ognuno di noi. Per le persone colpite da tumore al polmone, una delle forme di cancro più diffuse e mortali 1, l'impatto è stato e continuerà ad essere ancora più profondo, a causa della somiglianza di alcuni sintomi con l’infezione da COVID e possibili errori o ritardi di diagnosi, a cui si sommano altri fattori come il calo degli interventi chirurgici e degli accessi in ospedale per gli screening e le cure. Questo è il motivo per cui ora, più che mai, la lotta alla malattia non deve fermarsi: in occasione del mese del tumore al polmone, Roche vuole essere ancora più vicina ai medici, alle Associazioni dei pazienti, a chi è colpito dalla malattia e ai loro familiari, accendendo i riflettori su bisogni di diagnosi, assistenza e cura che devono continuare ad avere la priorità.

"In Italia il tumore al polmone fa registrare circa 40.000 nuovi casi l'anno e si conferma il più letale, rappresentando la più frequente causa di morte oncologica (18,8%). Si conferma anche un altro preoccupante trend: la crescita dei casi nella popolazione femminile (+3,4% annuo), contro una diminuzione osservata invece negli uomini (-1,7%); la principale causa è riconducibile all'abitudine al fumo di sigaretta, che non è tuttavia l'unico fattore di rischio. - spiega il Prof. Cesare Gridelli, Direttore del Dipartimento di Onco-ematologia dell’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino - Grazie a screening, diagnosi precoce e trattamenti innovativi come i farmaci a bersaglio molecolare e gli immunoterapici, introdotti negli ultimi anni, si registra, però, anche un dato positivo: la sopravvivenza a 5 anni è in aumento (dal 10%-11% registrati rispettivamente in uomini e donne negli anni 90, si è passati attualmente al 15-19%)."

COVID-19 può rappresentare purtroppo una vera e propria minaccia a questi incoraggianti sviluppi. Solo nel Regno Unito, ad esempio, i dati suggeriscono che le visite specialistiche urgenti per la diagnosi e il trattamento del cancro al polmone sono diminuite fino al 75% durante il primo lockdown 2. Questo non significa che ci siano stati meno casi, ma che meno persone abbiano purtroppo cercato e ottenuto la diagnosi e le cure di cui hanno urgentemente bisogno 3. E questi preoccupanti trend, possono essere osservati in tutti i Paesi del mondo, Italia inclusa.

Numeri ancora più allarmanti se si considera che, nonostante i passi avanti compiuti, questo tumore continua a mietere più vittime di qualsiasi altro: sono molto più numerose ogni anno le morti per cancro al polmone di quelle per carcinoma al seno, al colon retto e alla prostata messe insieme 4. A fronte della pandemia in corso, c'è, quindi, un urgente bisogno di garantire che le persone con cancro al polmone non vengano dimenticate e che non si corra il concreto rischio di concentrare sforzi e risorse per la gestione dell’attuale emergenza sanitaria, generandone un’altra nell’immediato futuro, che riguarda i malati oncologici.

Aumento delle barriere alla diagnosi e alle cure tempestive

Per i tumori che progrediscono rapidamente, come il cancro al polmone, la diagnosi e il trattamento nelle prime fasi della malattia possono offrire alle persone colpite le migliori possibilità di sopravvivenza 3. Anche prima della pandemia da numerose ricerche emergeva come le persone con sintomi di cancro al polmone erano spesso riluttanti a cercare cure mediche a causa dello stigma, dei falsi miti o della paura legati alla diagnosi di questa aggressiva forma di cancro 5.
Le sfide presentate da COVID-19 stanno esacerbando queste barriere e creando nuovi ostacoli.

COVID-19 o cancro?

Una tosse nuova e persistente, la mancanza di respiro o l’affaticamento sono intrinsecamente collegati a COVID-19. Ma questi sono anche i campanelli d’allarme più comuni del cancro al polmone. Le persone che sperimentano sintomi come questi possono sentirsi oggi più disorientate che mai. Possono più immediatamente pensare che si tratti di COVID-19 o essere restie a rivolgersi a medici e ospedali: esiste il rischio, come confermano già alcuni studi, che la paura dell'esposizione a COVID-19 possa scoraggiare le persone ad accedere alle strutture sanitarie 3.

Il cancro però non aspetta

Sfortunatamente, per una malattia in rapida evoluzione come il cancro al polmone, qualsiasi confusione sull'urgenza di cercare cure mediche e il conseguente ritardo nella diagnosi e nel trattamento può costare mesi, persino anni, di vita. Ecco perché è fondamentale che le persone con sintomi di cancro al polmone li riconoscano come un'emergenza 6. E che il Sistema continui a garantire a questi pazienti la continuità di screening e diagnosi in sicurezza.
La pandemia sta incidendo in modo negativo non solo sulle nuove diagnosi, ma anche sulle cure. Gli interventi chirurgici sono stati tra i trattamenti per il cancro del polmone che hanno subito i maggiori rallentamenti durante la pandemia 7. Altri pazienti si sono, invece, visti cambiare i farmaci con cui erano in cura 8. E le restrizioni legate al lockdown hanno rappresentato una sfida per l'accesso alle cure durante la pandemia 9.
Poiché le persone con cancro al polmone sono, inoltre, particolarmente vulnerabili allo sviluppo di complicanze più gravi da COVID-19, è anche importante assicurarsi che esista un forte sistema di supporto per diagnosticare e gestire l'impatto di COVID-19 sulle persone che contraggono il virus 10.
È fondamentale che tutte le sfide descritte siano affrontate con urgenza per scongiurare un impatto a lungo termine sulla sopravvivenza delle persone colpite da tumore al polmone. Si stima, infatti, che, come risultato del COVID-19, la sopravvivenza a cinque anni per le persone con cancro al polmone nel Regno Unito potrebbe diminuire dal 16,2% nel 2017 al 15,4% nel 2020 11.

L’esperienza in Italia

"La diagnosi e cura del tumore al polmone in Italia rischiano oggi di subire un impatto a causa dall'emergenza coronavirus. Sicuramente vi è un calo dello screening e sono stimati da inizio pandemia in Italia circa 1.400.000 esami in meno. Stiamo osservando anche ritardi diagnostici, soprattutto nei pazienti in fase molto avanzata di malattia. Un trend che può essere legato al timore da parte di questi pazienti, spesso over 70, di recarsi a fare esami in ospedale o alla difficoltà ad accedere in tempi brevi agli esami di primo livello." racconta il Prof. Cesare Gridelli.
"Mentre i pazienti vengono regolarmente ad effettuare i trattamenti, per contro sono meno propensi a venire a fare controlli in ospedale per paura di contrarre il virus con una riduzione degli accessi ambulatoriali. Abbiamo registrato anche una riduzione nell'arruolamento dei pazienti negli studi clinici, che potrebbe essere sempre riconducibile al minor numero di nuovi pazienti afferenti ambulatorialmente."
"Voglio però rassicurare che, anche nei picchi della pandemia, il mio reparto, così come tante altre strutture sul territorio, ha lavorato sempre a pieno regime, senza riduzioni di posti letto o rallentamento delle attività diagnostiche bioptiche e molecolari, queste ultime fondamentali per le forme di tumore che possono beneficiare di farmaci a bersaglio. Abbiamo continuato a garantire anche l'erogazione delle terapie e l'accesso alla chirurgia oncologica e alla radioterapia.”
“Per assicurare un accesso in sicurezza alle visite e alle cure, abbiamo messo in atto protocolli specifici, attraverso triage telefonici per i pazienti ambulatoriali o in day hospital, ai quali si aggiungono altre misure come quella del tampone nel caso di ricovero. E tutti, medici e pazienti, fanno uso di dispositivi di protezione personale."

Trasformare le sfide in opportunità

Nonostante le sfide ci siano e debbano trovare risposte, possono però anche trasformarsi in opportunità, grazie ad un approccio di collaborazione tra i sistemi sanitari e i governi, la comunità scientifica, le Associazioni di pazienti e tutti gli attori del sistema.
E in questo scenario anche noi come Roche possiamo offrire un contributo, in una logica di partnership, al servizio dei bisogni e a beneficio dei pazienti e del Sistema. Roche Italia ha investito molto per dare un proprio significativo contributo, con l’iniziativa “Roche si fa in quattro” con cui l’azienda ha messo a disposizione i suoi asset per supportare il servizio sanitario nazionale e le istituzioni in una fase di emergenza. Tra le risorse messe in campo: diversi servizi di telemedicina e home-delivery di farmaci, finalizzati ad assicurare la continuità assistenziale e terapeutica.
Crediamo che lavorare insieme a tutte le parti interessate sia fondamentale per affrontare le sfide lungo il percorso del paziente, co-creando soluzioni di cura integrate, flessibili e di impatto.

Rinnovare il nostro impegno

In Roche, il cancro al polmone è al centro del nostro impegno da decenni e si concretizza in un approccio a 360 ° che combina nuovi test diagnostici, trattamenti terapeutici innovativi e servizi.
"Durante la pandemia COVID-19, il nostro impegno sul fronte della ricerca e delle sperimentazioni cliniche, sia a livello internazionale che italiano, non si è fermato, con l’obiettivo di continuare a sviluppare nuove e più efficaci opzioni di trattamento per le persone con cancro al polmone" - ha affermato Anna Maria Porrini, Direttore Medico Roche Italia - Una delle aree chiave della nostra ricerca è la comprensione delle mutazioni che possono portare all’insorgenza del tumore al polmone e lo sviluppo di farmaci capaci di agire in modo mirato su queste mutazioni. Ciò si integra con l’impegno di Roche Diagnostics, che punta a mettere a disposizione nuove tecnologie per migliorare la diagnosi. Tutto questo con l'obiettivo condiviso e finale di fornire le opzioni di trattamento più efficaci e specifiche per la tipologia di tumore di cui il singolo paziente soffre. Ora più che mai è fondamentale che i progressi raggiunti fino ad oggi non siano compromessi e, nonostante le sfide che COVID-19 presenta, dobbiamo garantire la continuità della ricerca, della diagnosi e delle cure alle persone che affrontano la battaglia contro il cancro, e in particolare quello al polmone, rinnovando il nostro impegno a mantenere i bisogni e le attese di questi pazienti al centro di tutto ciò che facciamo".

Guardando al futuro, insieme

Viviamo in tempi senza precedenti e non possiamo essere certi di quando la pandemia potrà essere sconfitta, nel nostro Paese e nel mondo. Una cosa di cui possiamo essere certi è che continueremo a lavorare insieme, al fianco dei medici, dei pazienti e di tutti gli attori del nostro Sistema Salute per trovare soluzioni alle sfide che le persone con cancro al polmone si trovano ad affrontare, in questo panorama in continua evoluzione, ora e in futuro.

Referenze:

  1. Cancer Research UK. News digest – calorie guidelines, reduced lung cancer referrals and COVID-19’s impact on cancer services. [Internet; cited October 2020]. Disponibile al link: https://scienceblog.cancerresearchuk.org/2020/09/19/news-digest-calorie-guidelines-reduced-lung-cancer-referrals-and-covid-19s-impact-on-cancer-services/
  2. UK Lung Cancer Coalition. COVID-19 Matters: A review of the impact of lung cancer pathway and opportunities for innovation emerging from the health system response to the pandemic. [Internet; cited October 2020]. Disponibile al link: https://www.uklcc.org.uk/wp-content/uploads/2020/10/UKLCC-COVID-19-Matters-Report-Oct-2020.pdf
  3. Cancer Research UK. Lung cancer risks becoming ‘forgotten disease’ of the coronavirus pandemic. [Internet; cited October 2020]. Disponibile al link: https://www.cancerresearchuk.org/about-us/cancer-news/news-report/2020-09-17-lung-cancer-risks-becoming-forgotten-disease-of-the-coronavirus-pandemic
  4. UK Lung Cancer Coalition. COVID-19 Matters: A review of the impact of lung cancer pathway and opportunities for innovation emerging from the health system response to the pandemic. [Internet; cited October 2020]. Disponibile al link: https://www.uklcc.org.uk/wp-content/uploads/2020/10/UKLCC-COVID-19-Matters-Report-Oct-2020.pdf
  5. Global Lung Cancer Coalition. Patient Charter. [Internet; cited October 2020]. Disponibile su: http://www.lungcancercoalition.org/patient-charter.html
  6. BBC. Why most Covid-19 deaths won’t be from the virus. [Internet; cited October 2020]. Disponibile al link: https://www.bbc.com/future/article/20200528-why-most-covid-19-deaths-wont-be-from-the-virus
  7. Sud A., Jones M.E., Broggio J., et al. Collateral damage: the impact on outcomes from cancer surgery of the COVID-19 pandemic. Annals of Oncology. 2020:31(8);1065-74.
  8. NHS England. NHS England interim treatment options during the COVID-19 pandemic. [Internet; cited October 2020]. Disponibile qui: https://www.nice.org.uk/guidance/ng161/resources/interim-treatment-change-options-during-the-covid19-pandemic-endorsed-by-nhs-england-pdf-8715724381
  9. Center for Global Development. Understanding the Impact Of COVID-19 On Essential Medicine Supply Chains. [Internet; cited October 2020]. Disponibile qui: https://www.cgdev.org/blog/understanding-impact-covid-19-essential-medicine-supply-chains
  10. Lung Cancer Research Foundation. COVID-19 and Lung Cancer. [Internet; cited October 2020]. Disponibile su: https://www.lungcancerresearchfoundation.org/lung-cancer-groups-issue-statement-on-coronavirus/
  11. IPPR. The hidden cost of Covid-19 on the NHS - and how to ‘build back better’. [Internet; cited October 2020]. Disponibile su: https://www.ippr.org/blog/the-hidden-cost-of-covid-19-on-the-nhs