Fibrosi polmonare idiopatica (IPF)

Cos’è la fibrosi polmonare idiopatica?

La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una malattia cronica, Irreversibile, invalidante e con esito fatale caratterizzata da un progressivo declino della funzionalità polmonare. Il decorso clinico della IPF può essere difficile da predire. La sua progressione è associata a un tempo medio di sopravvivenza stimato di 2-5 anni dopo la diagnosi.

La IPF è una patologia in cui la cicatrizzazione e l’irrigidimento del tessuto polmonare impediscono ai polmoni di funzionare correttamente. Nei soggetti affetti da IPF, si ipotizza che si verifichi un danno iniziale o ripetuto alle cellule polmonari, dette cellule epiteliali alveolari, che occupano gran parte della superficie alveolare. Quando sono danneggiate o distrutte, le cellule epiteliali proliferano per coprire la membrana basale esposta. In presenza di condizioni patologiche e del fattore di crescita trasformante beta (TGFβ), i fibroblasti si accumulano in queste aree lese e si differenziano in miofibroblasti che secernono collagene e altre proteine. Ne consegue che il tessuto polmonare si cicatrizza e si irrigidisce, mentre gli alveoli non riescono a espandersi quanto necessario, riducendo la quantità di ossigeno che entra nel circolo ematico e causando compromissione funzionale e disabilità.3

Esigenze insoddisfatte nell’IPF

La IPF è una malattia rara e la sensibilizzazione sulla patologia è bassa.3La IPF è più letale della maggior parte dei tumori maligni, compresi il carcinoma mammario, il carcinoma prostatico, nonché alcune forme di leucemia e di linfoma.Da uno studio condotto di recente che ha confrontato la IPF ad alcuni tumori maligni è emerso che solo i pazienti affetti da carcinoma del polmone e del pancreas evidenziano un tasso peggiore di sopravvivenza.5

L’unica cura attualmente esistente per la IPF è il trapianto polmonare, che viene tuttavia effettuato su meno del 5% dei malati. Si ritiene inoltre che gli esiti del trapianto per IPF siano peggiori rispetto a quelli associati al trapianto per altre indicazioni. Le stime della sopravvivenza dopo il trapianto per IPF si sono attestate al 95% a 30 giorni, al 73% a un anno, al 56% a tre anni e al 44% a cinque anni.6

Cause e fattori di rischio

Sebbene la causa della IPF non sia ancora nota, alcune evidenze suggeriscono che i fattori genetici potrebbero giocare un ruolo nel suo sviluppo. Il 5% dei pazienti con IPF presenta familiari affetti dalla malattia.7 Altri fattori di rischio includono:7

  • tabagismo (corrente o passato);

  • esposizione professionale ad alcuni tipi di polveri;

  • infezioni virali;

  • malattia da reflusso gastroesofageo (GERD);

  • fattori ambientali.

Epidemiologia

  • Sebbene sia rara, la IPF è la forma più comune di Polmonite Interstiziale Idiopatica. Circa 100.000 persone negli Stati Uniti e 110.000 in Europa soffrono di IPF. Ogni anno in Europa la patologia viene diagnosticata a 35.000 nuovi pazienti.8

  • L’IPF solitamente si manifesta in soggetti adulti di età compresa tra 50 e 70 anni, in particolare nei soggetti con un pregresso di abitudine al fumo, e colpisce in misura maggiore gli uomini rispetto alle donne.

Sintomi

  • I segni e i sintomi iniziali della IPF includono normalmente:

  • tosse secca (non produttiva) persistente;3

  • dispnea da sforzo progressiva (difficoltà a respirare durante l'esercizio fisico)

  • crepitii inspiratori bilaterali all’auscultazione del torace, che ricordano il rumore prodotto dal velcro quando viene strappato lentamente.13

  • ippocratismo digitale (o dita a bacchetta di tamburo), una deformazione delle falangi distali

  • I sintomi tardivi della IPF possono includere:

  • fiato corto e/o tosse a riposo che influiscono sulle normali attività quotidiane, come mangiare, parlare al telefono o fare la doccia.12

La IPF  ha un decorso individuale imprevedibile. Alcuni soggetti manifestano una progressione rapida e riacutizzazioni che comportano il ricovero in ospedale.14 Recentemente sono stati proposti un indice multidimensionale e un sistema di classificazione per predire la mortalità nella IPF. Il nome dell'indice è GAP (Gender, Age, Physiology), e si basa su genere, età e due variabili fisiologiche polmonari (FVC e DLCO) solitamente valutate nella pratica clinica al fine di predire la mortalità della IPF.

Gli obiettivi del trattamento della IPF sono essenzialmente il rallentamento della progressione della malattia, la prevenzione delle ospedalizzazioni e il prolungamento della sopravvivenza. Il trattamento dovrebbe essere iniziato precocemente in ogni paziente.

La tosse persistente e i caratteristici crepitii “a velcro” durante la respirazione associati alla malattia spesso non vengono riconosciuti come IPF. Inizialmente, la metà dei soggetti affetti da IPF riceve una diagnosi errata, in quanto i sintomi vengono spesso confusi con altre malattie respiratorie o cardiache, come l’asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) o l’insufficienza cardiaca.16,17

La diagnosi comporta l’esclusione di tutte le altre cause note di malattia polmonare fibrotica e può includere una o più delle seguenti procedure:18

  • anamnesi ed esame obiettivo;

  • test di funzionalità respiratoria

  • tomografia computerizzata ad alta risoluzione (HRCT);

  • broncoscopia

  • biopsia polmonare;

Nella metà dei soggetti affetti da IPF occorre almeno un anno per giungere a una diagnosi corretta.19 Tale periodo è particolarmente critico in quanto, senza trattamento, la IPF peggiora nell’arco del tempo20 e può progredire rapidamente.13

Il 60% dei soggetti a cui viene diagnosticata la IPF non viene sottoposto subito a trattamento21 o non riceve la migliore terapia disponibile.22 I pazienti che hanno maggiori probabilità di essere trattati per la IPF sono quelli negli stadi più avanzati della malattia, nei quali la funzionalità polmonare e la qualità di vita sono già gravemente compromesse.23

Fino al 2011 non esistevano medicinali approvati per i soggetti affetti da IPF. Ad oggi sono disponibili trattamenti che hanno lo scopo di rallentare la riduzione della funzionalità polmonare e il peggioramento della malattia. Questi includono medicinali quali agenti antifibrotici, un inibitore chinasico antifibrotico, nonché ossigenoterapia e riabilitazione polmonare.24

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  1. Navaratnam, V et al. ‘The rising incidence of idiopathic pulmonary fibrosis in the UK’, Thorax, 2011; 66, 462-467

  2. Ley B, Ryerson CJ and Vittinghoff EA et al. Ann Intern Med 2012 156 684-691

  3. NHS Choices. Pulmonary Fibrosis (idiopathic). Available from:.aspx. Accessed: 21 April 2015

  4. American Cancer Society. Cancer Facts & Figures 2010. Atlanta: American Cancer Society; 2010. Available from:Accessed: 21 April 2015

  5. Vancheri et al, Idiopathic pulmonary fibrosis: a disease with similarities and links to cancer biology, Eur Respir J 35:496-504

  6. Mason D et al. Lung Transplantation for Idiopathic Pulmonary Fibrosis. Ann Thorac Surg 2007;84:1121– 8

  7. NHS Choices. Idiopathic Pulmonary Fibrosis. Causes. Available from:Accessed: 21 April 2015

  8. European IPF Patient Charter. Available from:Last accessed 21.07.15

  9. Fernández Pérez, E et al. ‘Incidence, Prevalence, and Clinical Course of Idiopathic Pulmonary Fibrosis: A Population-Based Study’, Chest, 2010 Jan; 137(1), 129–137.

  10. Meltzer EB and Noble PW. Idiopathic Pulmonary Fibrosis. Orphanet J Rare Dis 2008;3: 8

  11. Cordier J, et al. Neglected evidence in idiopathic pulmonary fibrosis: from history to earlier diagnosis. Eur Respir J 2013; 42, 916–923.

  12. De Vries J et al. Quality of Life of Idiopathic Pulmonary Fibrosis Patients. Eur Respir J 2001;17:954–61

  13. Cottin V and Cordier JF. Velcro Crackles: The Key for Early Diagnosis of Idiopathic Pulmonary Fibrosis? Eur Respir J 2012;40:519–21

  14. Martinez et al. ‘The Clinical Course of Patients with Idiopathic Pulmonary Fibrosis’, Annals of Internal Medicine, 2005,142 (12), 963-967

  15. Ley B et al. Clinical course and prediction of survival in idiopathic pulmonary fibrosis. Am J Respir Crit Care Med. 2011;183(4):431-40

  16. Raghu, G et al. ‘Idiopathic pulmonary fibrosis: current trends in management’, Elsevier, 2004; 25:4, 621–636

  17. Sahn, S, ‘Clinical Focus Series: Acute Exacerbation of Respiratory Diseases’, Chapter 5: Acute Exacerbation of Idiopathic Pulmonary Fibrosis, Jaypee Brothers Medical Publishers, 2012, p77

  18. NHS. Pulmonary Fibrosis. Diagnosis. Available from:Accessed: 21 April 2015

  19. Collard H et al. Patient experiences with pulmonary fibrosis. Respir Med 2006, doi:10.1016/j.rmed.2006.10.002

  20. Doxa Pharma Research, Idiopathic Pulmonary Fibrosis (IPF): Market understanding study: patient research, Final report (Data on file)

  21. Intermune, Esbriet® Global Demand Study- France, 2014

  22. Elma Research, ‘Understanding no treatment in Germany’

  23. Emc, ‘Ofev 150 mg soft capsules’. Available from: Last accessed 06.08.15

  24. United States National Library of Medicine website. “Idiopathic Pulmonary Fibrosis”Accessed June 19, 2015

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