La Roche che Vorrei

Roche presenta un nuovo modello operativo per superare il conflitto d’interessi ancora fonte di diffuso pregiudizio nel settore farmaceutico. Tre semplici mosse per garantire una piena trasparenza nei rapporti tra industria, associazioni di pazienti, enti ospedalieri e operatori sanitari.

Dopo alcune esperienze pilota, sperimentate con successo negli anni passati, e a seguito di un lungo processo di ascolto dei propri interlocutori, Roche lancia il progetto “La Roche che vorrei” che segna un cambio di passo nella gestione dei trasferimenti di valore verso tutto il settore.

Tre le principali aree di intervento interessate dall'iniziativa: le donazioni, gli incarichi di consulenza e la partecipazione ad eventi e congressi. In particolare, le erogazioni liberali vengono assegnate tramite bandi, valutati da commissioni esterne indipendenti, che si rivolgono a enti di ricerca, strutture sanitarie e associazioni di pazienti.
Massima trasparenza anche per gli incarichi di consulenza ai clinici: la nuova modalità di conferimento, tramite la stipula di contratto formale, prevede il coinvolgimento diretto dell’ente di appartenenza del medico a cui spetta la decisione finale se l’azienda possa o meno confermare l’incarico.

La terza e ultima novità riguarda la partecipazione degli operatori sanitari a eventi e congressi scientifici: in questo caso Roche rinuncia a invitarli direttamente rimettendo la scelta al datore di lavoro del medico stesso.

Forte di alcuni progetti che già utilizzano il meccanismo dei bandi e delle commissioni valutative indipendenti, ne è un esempio “Roche per la Ricerca”, avviato nel 2016 e giunto oggi alla sua terza edizione, Roche ha deciso di ampliare il proprio raggio di azione adottando un nuovo modello operativo. E lo ha fatto dopo un processo di analisi del contesto esterno e dopo aver avviato un confronto con i propri stakeholder, scelti tra professionisti sanitari, componenti delle principali società scientifiche, rappresentanti istituzionali, magistrati e la stessa ANAC. L’obiettivo è stato quello di raccogliere informazioni, in una fase iniziale, e di validare questo approccio innovativo, una volta finalizzato.

I Bandi

Roche è costantemente impegnata a garantire che le proprie attività siano condotte secondo i più elevati standard di integrità e trasparenza, evitando qualunque situazione in cui possa configurarsi, o anche solo essere percepito, un conflitto di interessi.

A tal fine, da qualche tempo, abbiamo iniziato a sperimentare nuovi modelli nella gestione delle liberalità in modo da garantire a tutti i soggetti la stessa possibilità di accesso alle risorse economiche disponibili nonché la trasparenza e l’indipendenza dei processi decisionali.

Un esempio è quello della Fondazione Roche che promuove l’adozione di bandi per il supporto di iniziative meritevoli quali “Roche per la Ricerca”, a sostegno della ricerca indipendente o i bandi che coprono servizi ai pazienti.

Forte di questa prima esperienza, Roche accresce il suo impegno in quest’area pubblicando nuovi bandi che verranno valutati e selezionati da commissioni esterne indipendenti.

Questa nuova modalità di erogazione dei contributi liberali garantirà non solo la massima trasparenza, ma anche una maggiore velocità e una semplificazione dell’intero processo decisionale.