La colite ulcerosa e il morbo di Crohn sono due delle più note tipologie di malattie infiammatorie intestinali. Queste due malattie si differenziano soprattutto per i sintomi e il tratto gastrointestinale interessato.

Nella colite ulcerosa, il sito dell’infiammazione è confinato all’interno del colon e del retto, mentre nel morbo di Crohn l’infiammazione può comparire in qualsiasi tratto e può interessare più strati della parete intestinale.


I sintomi più comuni includono

  • dolori addominali

  • crampi

  • frequenti movimenti intestinali

  • diarrhea

  • perdita di peso

  • senso di fatica

I sanguinamenti rettali sono più comuni nella colite ulcerosa, mentre il dolore addominale è più tipico del Chron. Le complicazioni a lungo termine di queste patologie possono portare a interventi chirurgici, anche ripetuti, ospedalizzazione e un maggiore rischio di tumore del colon retto.

I pazienti si sentono deboli ed esausti nelle riacutizzazioni e molti trovano complesso gestire la propria quotidianità a scuola, a casa e al lavoro a causa dei sintomi. In molti casi questo tipo di patologie impediscono ai pazienti di avere una vita sociale, fare nuovi amici, avere relazioni intime perché i sintomi, spesso imprevedibili, non permettono ai pazienti di pianificare e programmare le proprie giornate.

15-35 è Il range di età in cui viene più comunemente diagnosticata una malattia infiammatoria intestinale.
Uomini e donne possono essere ugualmente colpiti da malattie infiammatorie intestinali.

8 milioni è il numero di persone stimate solo in Europa e Nord America che convivono con una patologia infiammatoria intestinale. E ogni anno questo numero è in aumento.

Non si ha ancora piena conoscenza di ciò che causa queste malattie. Si pensa che il patrimonio genetico e i fattori ambientali giochino un ruolo chiave, ma l’evento scatenante deve ancora essere identificato.
Nei pazienti con malattie infiammatorie intestinali, il sistema immunitario scatena una risposta inappropriate del tratto gastrointestinale, dando così origine a un incremento dei globuli bianchi e uno stato infiammatorio prolungato.
Le cellule che dovrebbero proteggere il tratto gastrointestinale da agenti patogeni finisce per causare dei danni alla parete intestinale a causa di questo stato infiammatorio eccessivo e continuo.

Corticosteroidi, agenti immuno-soppressori e antibiotici vengono utilizzati ampiamente per trattare le malattie infiammatorie intestinali. In casi più gravi, può essere necessaria l’ospedalizzazione e la chirurgia.

Circa 80% dei pazienti con malattie infiammatorie intestinali non raggiungono uno stato di remissione. Questo può portare i pazienti a sentire di avere poco controllo sulla malattia e sulla loro quotidianità.

Si sta facendo molto per comprendere meglio questo complesso gruppo di malattie. Ogni paziente è differente, pertanto delle strategie di cura personalizzate potrebbero aiutare a rispondere meglio ai bisogni dei pazienti.
Attraverso la nostra ricerca pionieristica, ci impegniamo non solo per permettere il controllo dei sintomi riferiti dai pazienti, ma anche per comprendere meglio i meccanismi biologici alla base della malattia. Questo crediamo potrà aiutare i pazienti a raggiungere la remissione in tempi rapidi e ad avere un maggiore controllo della propria vita.

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