Epatite C

A livello globale, si stima che 71 milioni di persone abbiano un'infezione cronica da virus dell'epatite C, con circa 1,5 milioni di nuove infezioni che si verificano ogni anno. L'OMS ha stimato che nel 2019 circa 290.000 persone sono morte di epatite C, principalmente per cirrosi e carcinoma epatocellulare (tumore primario del fegato). 
Il virus dell'epatite C (HCV) provoca infezioni sia acute che croniche. Nella fase iniziale dell’infezione la maggioranza dei pazienti sono asintomatici o, raramente, presentano sintomi aspecifici. Nel 15-30% dei casi l’infezione acuta si risolve spontaneamente, mentre nella restante percentuale (70-85%) il virus persiste nell’organismo e si sviluppa un’infezione cronica, chiamata epatite C cronica. 
L’epatite C cronica è una patologia molto grave, associata a diverse complicanze, tra cui l’insufficienza epatica e il tumore del fegato. Il fegato può andare progressivamente incontro a trasformazione in tessuto fibrotico, diventando incapace di soddisfare le esigenze metaboliche dell’individuo. 
Oggi, con i nuovi farmaci anti-virali, è possibile guarire l’epatite C fino all'80-90% dei casi. 

Soggetti e fattori di rischio 
Il virus dell'epatite C è un virus a trasmissione ematica: la modalità di infezione più frequente nelle nazioni senza un programma di screening dei donatori di sangue è la trasmissione attraverso trasfusioni contaminate dal virus o dispositivi medici non correttamente sterilizzati. Nelle nazioni, come l’Italia, in cui esistono programmi di prevenzione specifici, la modalità di trasmissione più frequente è l’utilizzo di droghe per via endovenosa. Un inferiore rischio, tuttavia rilevabile, è associato alla trasmissione materno-fetale in gravidanza o al momento del parto, a rapporti sessuali non protetti con un partner HCV positivo, o una contaminazione involontaria con un ago infetto (prevalentemente a carico degli operatori sanitari). 

Il percorso diagnostico 
I pazienti con sospetta infezione da epatite C vengono sottoposti a degli esami del sangue per lo studio della funzionalità epatica e per la ricerca degli anticorpi anti-HCV. Qualora venga riscontrata una positività anticorpale (segno di contatto con il virus), è necessario effettuare un’indagine più approfondita dosando la carica virale nell’organismo. 
La misurazione della carica virale attraverso test specifici in grado di identificare l’RNA virale ha una fondamentale importanza non solo per la conferma della diagnosi, ma anche per valutare la prognosi (gravità della malattia) e, una volta iniziata la terapia, per guidare le scelte terapeutiche. 

L’offerta di Roche Diagnostics 
Roche Diagnostics offre la possibilità di seguire l’infezione da HCV in ogni momento della sua storia. 
Il test Roche per lo screening dei donatori di sangue, permette di evitare che individui infetti, ma non consapevoli della malattia, possano donare il sangue trasmettendo involontariamente l’infezione. 
Il test sierologico di Roche per HCV permette di individuare gli anticorpi contro il virus, presenti nel sangue dopo qualche settimana dall’infezione. 
Per un’identificazione ancora più precoce dell’infezione da virus dell’epatite C, Roche offre un test che consente la determinazione simultanea e indipendente dell’antigene e degli anticorpi del virus dell’epatite C a partire da un singolo campione di plasma o siero. 
Inoltre, i test molecolari per HCV permettono di misurare con estrema precisione e accuratezza la quantità di virus circolante presente nel sangue. In questo modo, una volta instaurata la terapia più appropriata, sarà possibile seguire la sua efficacia nel tempo e valutare l’avvenuta guarigione del soggetto. 

Referenze

  1. WHO. (2019). Hepatitis C factsheet. Available from:

  2. Lavachy D. Evolving epidemiology of hepatitis C virus. Clin Microbiol Infect 2011, 17:107-115. 

  3. Bryan Cobb, et al. Molecular diagnostics in the management of chronic hepatitis C: key considerations in the era of new antiviral therapies. From Third Workshop of the HCV Study Group in the Calabria Region, Catanzaro, Italy. 04 October 2013 

  4. EASL Recommendations on treatment of Hepatitis C (2018)  J Hepatol 2018;69:461–511. 

  5. Vierling JM. Hepatitis C virus viral assays in the direct-acting antiviral era. Clin Liver Dis. 2013 Feb;17(1):27-45. 

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