Le restrizioni e le misure adottate per contenere il coronavirus (SARS-CoV-2), in particolar modo l’isolamento e il divieto a uscire, richiedono grande impegno da parte di tutti e costringono ognuno di noi a costruire una nuova quotidianità.

Abbiamo chiesto alla nostra counselor Raffaella Visigalli, psicologa psicoterapeuta e responsabile Dyma centro di psicologia integrata Monza, di condividere qualche consiglio, suggerimento o stimolo per affrontare al meglio questo periodo.

Lo smart working è diventato in pochi giorni una vera e propria realtà, soluzione che ha permesso a centinaia di aziende di mettere i propri dipendenti al riparo dal rischio di contagio da Covid-19, garantendone al contempo la continuità della propria professione. Raffaella puoi darci qualche consiglio per svagare la mente dopo tante ore passate davanti al pc e lavorare bene da casa per un periodo così lungo senza stress?

Per arrivare più rilassati alla fine di una giornata lavorativa, è importante programmare delle pause anche durante il lavoro. L’ideale è di fare 15 minuti ogni due ore di lavoro. Durante le pause è bene dedicarsi in modo esclusivo all’attività di relax prescelta, come per esempio bere un caffè, fare un po' di stretching, fare due chiacchiere con un’amica, con un famigliare o i figli. Anche ascoltare un po' di musica rilassante può essere un buon modo per staccare. È importante dedicarsi in modo esclusivo all’attività prescelta, proprio per prendersi una pausa che aiuti a rilassare la mente, il fisico, riposare la vista e distrarsi un po'. Quando è finito il lavoro, invece ci si può dedicare, sempre in modo esclusivo, a qualche attività che ci richiede più tempo, come per esempio fare ginnastica, yoga, meditazione, leggere un libro! L’importante è che quanto scelto sia fonte di piacere e di benessere. Dopo una giornata di lavoro, abbiamo bisogno di rilassarci, di fare cose piacevoli che ci permettono di ricaricarci di energia positiva! E allora spazio alla fantasia! In questo periodo abbiamo più tempo a disposizione, quindi possiamo usarlo anche per dedicarci a tutte quelle attività che normalmente non riusciamo a fare perché siamo sempre di corsa! Ricordatevi, abbiamo il potere di decidere ancora come programmare il nostro tempo.

Un pensiero va ai tanti bambini che prima di tutti, con l’interruzione di scuole e asili, hanno visto sconvolgere la propria quotidianità. Come possiamo spiegare ai bambini cos'è il virus e cosa sta succedendo in questo momento?

I bambini sono le creature più esposte a livello psicologico ed emotivo, ed essendo piccoli, è nostro dovere tutelare e proteggere. Più siamo capaci di gestire in modo efficace le nostre emozioni negative, più saremo in grado di aiutarli. È nostra responsabilità farlo. Quindi, la prima cosa da fare, se non l’avete ancora fatto, è trovare le parole giuste per spiegare che cos’è il coronavirus e quali conseguenza ha comportato nella nostra vita quotidiana. È necessario trovare le parole adatte in base alla loro età e il loro livello di comprensione. Dobbiamo farlo trasmettendo parole che infondono fiducia e speranza, senza negare la realtà o raccontando bugie. Dobbiamo, inoltre, trasmettergli sicurezza. Evitiamo, quindi, di esporli a immagini o notizie non adatte al loro livello di comprensione. È importante anche spiegargli che ci sono tante persone, come per esempio medici e scienziati, che si stanno occupando di risolvere la situazione per farci tornare il prima possibile alla nostra vita di prima. Per aiutarli a capire bene cosa sta succedendo vi consiglio di usare il materiale pubblicato in internet da varie associazioni, come Save the Children, disponibile al link che segue:
Il disegno è un altro modo per aiutarli ad elaborare le emozioni. Dopo aver mostrato loro i video precedentemente consigliati, potete disegnare insieme qualche immagine ispirandovi alle storie rappresentate. Attraverso i loro disegni, si possono cogliere le loro emozioni e, soprattutto, capire se vivono una situazione di malessere. Un altro video dedicato ai bambini è:

A breve sarà anche pubblicato un altro libro scritto da me, Covid-19 Il mostriciattolo con la testa rosa, i cui ricavati andranno in favore di un’associazione che raccoglie fondi per gestire l’emergenza sanitaria in essere.

Vi suggerisco, inoltre, di accedere al video tratto da Biancaneve e i sette nani per aiutare i più piccoli a capire l’importanza di lavarsi le mani.

Il nostro Paese è ricco di persone anziane, la categoria più vulnerabile in questo momento non solo per la loro salute fisica, ma anche per il loro equilibrio psicologico. Puoi darci un consiglio per gestire le persone anziane della famiglia, che spesso magari sono distanti?

Gli anziani sono una delle categorie potenzialmente più fragile in questo momento e l’impossibilità di poterli accudire visitandoli, è un’esperienza che può suscitare notevoli ansie e preoccupazioni anche a noi. La prima cosa da fare è cercare di non trasmettere questa ansia. Se noi siamo più tranquilli, anche loro lo saranno. Un altro consiglio è di programmare due/tre momenti al giorno per sentirli telefonicamente. Se fissate degli orari, voi riuscite a gestire tutti gli altri impegni quotidiani e loro difficilmente si preoccuperanno per la vostra salute o perché è trascorso troppo tempo dall’ultima telefonata. Cercate però di attenervi agli orari che vi siete dati. Se possibile, preferite le videochiamate alle telefonate normali. Se non sono attrezzati per effettuare/ricevere videochiamate, vanno benissimo le chiamate normali. Non stressiamoli ulteriormente, con la pretesa di farli imparare.

Cercate di fargli capire cosa sta succedendo e, soprattutto, sensibilizzateli sull’importanza di rispettare le regole, come stare a casa, lavare le mani, ecc. Se necessario, ripete più volte con gentilezza e pazienza, queste informazioni. Responsabilizzateli anche sulla necessità di vedere telegiornali e/o programmi che parlano di coronavirus due volte al giorno, non di più. Gli anziani, spesso, per limitare la solitudine e avere più compagnia, guardano spesso la televisione. Se continuano a sentire informazioni che suscitano ansie e stress, più facilmente vanno in allarme e si preoccupano. Un altro consiglio è di cercare di trovargli delle attività per tenerli impegnati. Se sapete che hanno qualche passione, fate in modo che possano continuare a coltivarla. Esempio, ricamare, curare i fiori sul balcone, cucinare, ecc. Potete anche fargli arrivare una rivista a casa, attraverso un abbonamento online. Per gli anziani più in forma, si possono proporre anche un po' di esercizi fisici! E per tenere sempre allenata la mente, vi consiglio la settimana enigmistica. Prendiamoci cura di loro anche aiutandoli con la spesa e le eventuali medicine attraverso le consegne a domicilio. Per le visite mediche non rimandabili, attivatevi con il medico di base e/o lo specialista che segue regolarmente l’anziano. Se avete qualche parente ricoverato in una casa di riposo, allora dovete pazientare e aspettare di vederlo quando l’emergenza sarà finita. È faticoso non poterli abbracciare e vedere, però è l’unica cosa responsabile e sensata da fare per evitare il contagio e, soprattutto, potersi riabbracciare in futuro.

Viviamo in una società che non è più abituata ad avere del tempo libero e paradossalmente anche questo è un aspetto che può generare preoccupazione. Hai qualche suggerimento per gestire la noia o delle attività per impegnare i ‘tempi morti’ da soli o in famiglia?

Se è vero che questo momento è faticoso perché limita la nostra libertà e la possibilità di fare tante cose, è altrettanto vero che avendo più tempo a disposizione, possiamo scegliere come passarlo! Riprendiamo attività che sono in arretrato da tempo, proprio perché nella nostra vita frenetica non riusciamo mai a farle! Cerchiamo di dedicarci ad attività piacevoli che ci entusiasmano. Da soli o in compagnia, si possono fare tante cose! Per esempio seguire dei corsi online pe rimparare nuove cose, attività fatte con i social, o se si vive in famiglia, riassaporare il divertimento di qualche gioco insieme! Facciamo o riprendiamo progetti che abbiamo lasciato in sospeso! Prima o poi questo periodo di isolamento finirà, quindi possiamo iniziare ad immaginare come desideriamo passare il tempo! Non paralizziamo tutto.

La vita riprenderà, quindi pensiamo anche a come ricominciare a viverla pienamente! E, se questo non bastasse ad eliminare completamente la noia, è possibile, allora proviamo ad accettarla, a viverla un po'. La noia esiste e a volte è necessario viverla per elaborarla ed eliminarla. Quando l’avremo eliminata, saremo pronti per ricominciare a fare attività più entusiasmanti. Se invece della noia, però arrivasse un’eccessiva tristezza accompagnata da frequenti pianti e sensazioni forti di solitudine, allora è opportuno chiedere aiuto. Può succedere in un momento come questo, in cui tutte le nostre abitudini sono state stravolte. Non bisogna vergognarsi, ma è importante reagire e affrontare in modo efficace e risolutivo con l’aiuto di un esperto il problema, evitando così di peggiorare il malessere. In questo modo sarà possibile anche prendersi cura di sé e prepararsi per tornare in forma quando il periodo si isolamento finirà.

E infine ti chiediamo qualche consiglio culinario: se è evidente il legame tra cucina e sana alimentazione, possiamo parlare anche di cucina come “rimedio terapeutico”?

Il benessere psicofisico si ottiene anche curando l’alimentazione. In questo periodo è importante cercare di mantenere i pasti regolari e, soprattutto prediligere bevande (preferibilmente non troppo zuccherate e/o gasate) e alimenti sani, quindi pochi fritti o grassi. Se riusciamo a mantenere uno stile alimentare sano, non solo evitiamo di prendere peso in un periodo in cui l’attività fisica è per ovvi motivi limitata, ma riusciamo soprattutto a non appesantirci e non sviluppiamo problemi digestivi. Se mangiamo troppo e sregolato, poi ci addormentiamo davanti al pc. Se ceniamo troppo tardi la sera, rischiamo di non riuscire a dormire bene. Un altro consiglio prezioso è di non usare il cibo per anestetizzare la noia, la rabbia, il nervosismo. Questi comportamenti non sono soluzioni efficaci, anzi sono il modo migliore per alimentare il nostro malessere in quanto creano altri problemi. Sfruttiamo invece questo momento per cercare di preparare piatti, magari più elaborati, ma pur sempre leggeri. Abbiamo più tempo a disposizione, quindi usiamolo bene.