Scompenso Cardiaco

Lo scompenso cardiaco è una sindrome complessa che rappresenta il punto di arrivo finale di una serie di patologie cardiache inizialmente anche molto differenti tra loro.1

Si manifesta come un’alterazione della struttura e della funzionalità cardiaca che inficiano sulla corretta funzionalità della pompa cardiaca: gli organi e i tessuti riceveranno quantità ridotte di ossigeno necessarie al fisiologico sostentamento del metabolismo del cuore, il che comporta una ridotta funzionalità con conseguente accumulo di liquidi (edema) a livello degli arti inferiori, dei polmoni e di altri tessuti. 

 Le cause più comuni di scompenso cardiaco sono riconducibili a cardiopatia ischemica, in particolare all’infarto miocardico, ipertensione arteriosa e diabete. 2,3,4 Ulteriori cause possono essere le cardiomiopatie, le malattie delle valvole cardiache, le cardiopatie congenite, le infezioni, alcune terapie antineoplastiche.5,6 

Lo scompenso cardiaco pur essendo soggetto a possibile insorgenza acuta (nel caso di infarto miocardico), viene classificato come malattia cronica. Pertanto, è di fondamentale importanza riconoscere una disfunzione del ventricolo sinistro anche quando la patologia è ancora in fase asintomatica, al fine di stabilire una corretta strategia di gestione del paziente e garantire il mantenimento di una buona qualità della vita migliorando la prognosi della malattia. 7 

L’impatto dello scompenso cardiaco sulla società è ben noto e documentato. In Italia, lo scompenso cardiaco è inquadrato come una patologia a larga prevalenza nella popolazione (2-3%, pari ad oltre 1.000.000 di pazienti ogni anno), ancor più se consideriamo un campione di pazienti in età avanzata (10- 20% nell’intervallo 70-80 anni). I tassi di ospedalizzazione riportati dal Ministero della salute vedono circa 200.000 ricoveri/anno con lieve prevalenza nel genere femminile; nonostante l’evolversi delle terapia farmacologiche, la prognosi rimane infausta con una mortalità che tocca il 50% a 2 anni nei soggetti con scompenso cardiaco avanzato con una riospedalizzazione ad un anno del 31,2%. 8,9 Da ciò ne consegue un costo annuo per paziente di circa 11.000 euro, di cui l’85% dei costi sono da imputare al ricovero (questi costi rappresentano circa l’ 1,4-2% della spesa complessiva del SSN).8,10 I costi sono ulteriormente destinati ad aumentare nel corso dei prossimi decenni a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. È  necessario stabilire quanto prima delle corrette strategie di prevenzione ed una efficace gestione del paziente cronico al fine di ridurre il tasso di riospedalizzazioni. 

Soggetti e fattori di rischio

È impossibile prevedere con certezza lo sviluppo dello scompenso cardiaco, ma la consapevolezza dei fattori di rischio ad esso associati consente di impostare una buona strategia di prevenzione. Dal momento che lo scompenso cardiaco è strettamente associato alla malattia coronarica, dobbiamo prestare attenzione a fattori di rischio trasversali alle due patologie come: iperlipidemia, ipertensione, diabete, fumo, obesità, anomalie delle valvole cardiache e familiarità per cardiopatie. 

Il percorso diagnostico

I sintomi dello scompenso cardiaco sono spesso aspecifici. In genere la malattia è preceduta da una fase asintomatica che va riconosciuta quanto prima. I sintomi cui prestare attenzione sono: difficoltà di respirazione (dispnea), edemi agli arti inferiori, sensazione di stanchezza, pallore, confusione mentale.11 In caso di sospetto clinico è necessario effettuare una valutazione di primo livello che deve prevedere, oltre ad esami di laboratorio per i peptidi natriuretici e all’elettrocardiogramma, l’esecuzione di una radiografia del torace e di un ecocardiogramma con cui è possibile valutare la quantità di sangue emessa in circolo (frazione di eiezione) oltre che altre alterazioni morfologiche. 

Di fondamentale importanza è la diagnosi differenziale, volta ad escludere l’eventualità che i sintomi siano causati da malattie polmonari, come bronchiti croniche, eventuali focolai polmonari, asma ed enfisema, per indirizzare il paziente al corretto percorso diagnostico terapeutico. 

L’offerta di Roche Diagnostics

Un valido ausilio alla diagnostica differenziale dello scompenso cardiaco arriva dai Peptidi Natriuretici di cui fa parte il biomarcatore NT-proBNP. Queste sostanze hanno un’azione che va a contrastare i meccanismi fisiopatologici alla base dello scompenso cardiaco svolgendo una funzione di protezione del cuore. Le linee guida 2021 dell’European Society of Cardiology12(ESC) raccomandano l’uso dei peptidi natriuretici sia per la diagnosi che per la prognosi dello scompenso cardiaco. Inoltre è noto che lo scompenso cardiaco è la forma più comune di complicazione cardiovascolare a cui possono andare incontro i pazienti affetti da diabete di tipo 2: circa il 30% di questi pazienti13 è oggi considerato ad elevato rischio e, per comprendere la portata dell’impatto che questa patologia può provocare su di loro in ottica di peggioramento delle condizioni cliniche e di ricovero ospedaliero, basti pensare che un ritardo nell’intensificazione del trattamento di un anno viene associato ad un aumento del rischio del 64%14

Il test NT-proBNP di Roche Diagnostics costituisce un valido ausilio per il clinico nella diagnosi differenziale della dispnea dello scompenso cardiaco. Un risultato inferiore a 125 pg/ml per i pazienti in fase cronica della malattia e di 300 pg/ml per pazienti afferenti in Pronto Soccorso con dispnea acuta, consente di escludere l’insufficienza cardiaca con un valore predittivo negativo pari al 99%.15,16 Inoltre, il test è indicato per la valutazione precoce del rischio di scompenso cardiaco nei soggetti ad alto rischio come i pazienti con diabete tipo 2.

La disponibilità del test NT-proBNP sia sulle piattaforme di laboratorio che sulle piattaforme Point of Care consente di monitorare il paziente anche durante la fase cronica della malattia in ambulatori territoriali per lo scompenso o presso l’ambulatorio del Medico di Medicina Generale che, in caso di importanti elevazioni del parametro, può indirizzare il paziente all’ecocardiogramma o alla visita specialistica cardiologica. L’offerta Roche Diagnostics fornisce così un supporto nella continuità assistenziale tra ospedale e territorio migliorando la gestione del percorso diagnostico-terapeutico del paziente.

Referenze:

  1. Ponikowski P, et al. Eur Heart J 2016;37:2129-200

  2. Fitchett D et al. Eur Heart J 2016; 37: 1526-1534;

  3. Rådholm K et al. Circulation 2018; Epub ahead of print 

  4. Moreira GC, et al. PLoS One 2014;9:e105056; 

  5. Zamorano JL, Lancellotti P, Rodriguez Muñoz D et al. ESC Scientific Document Group. 2016 ESC Position Paper on cancer treatments and cardiovascular toxicity developed under the auspices of the ESC Committee for Practice Guidelines: The Task Force for cancer treatments and cardiovascular toxicity of the European Society of Cardiology (ESC). Eur Heart J. 2016 Sep 21;37(36):2768-2801

  6. Curigliano G et al. Management of Cardiac Disease in Cancer Patients Throughout Oncological Treatment: ESMO Consensus Recommendations. Ann Oncol (2020); 31(2): 171-190. 

  7. Maggioni AP. Et al. Lo scompenso cardiaco acuto in Italia. G Ital Cardiol 2014;15(2 Suppl 2):3S-4S 

  8. Quaderni dell’ Italian Journal of Medicine. Lo Scompenso Cardiaco a 360 gradi. Agosto 2021. Società scientifica FADOI, Vol. 9 issue 2 

  9. Maggioni AP, Orso F, Calabria S, et al. The real-world evidence of heart failure: findings from 41 413 patients of the ARNO database. Eur J Heart Fail. 2016; 18:402-10 

  10. Giovanni Corrao, Aldo Pietro Maggioni. Inquadramento epidemiologico dello scompenso cardiaco. G Ital Cardiol 2014;15(2 Suppl 2):10S-15S 

  11. 2021 ESC Guidelines for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure 

  12. Rosano, G.M. et al., Card Fail Rev. (2017); doi: 10.15420/cfr.2016:20:2

  13. Paul SK et al. Cardiovasc Diabetol. 2015;14:100. Published 2015 Aug 7. 

  14. Gustafsson et al. value of N-terminal proBNP in the diagnosis of left ventricular systolic dysfunction in primary care patients referred for echocardiography. Heart Drug 2003; 3:141-146 

  15. Januzzi, J.L. et al. (2006). NT-proBNP testing for diagnosis and short-term prognosis in acute destabilized heart failure: an international pooled analysis of 1256 patients: the International Collaborative of NT-proBNP Study.Eur Heart J, 27: 330–337. 

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