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Oltre la scoperta: l'impatto umano della Ricerca Circolare

Immagine che mostra il primo numero di Ricerca Circolare

Ricerca Circolare: un progetto per celebrare e far circolare la ricerca scientifica

Raccontare la ricerca nella sua dimensione più autentica: quella di un motore spesso invisibile che trasforma dati e sperimentazioni in innovazione concreta per i pazienti e il Sistema Paese. Nasce da qui Ricerca Circolare, una nuova iniziativa che lancia i Ricerca Circolare Lab, spazi di confronto dove esperti, istituzioni, associazioni di pazienti e cittadini si confrontano sul valore della ricerca scientifica e come rendere l’Italia un Paese sempre più capace di incenitivarla. E Ricerca Circolare Magazine, un nuova rivista semestrale gratuita che vuole essere una dedica profonda e appassionata alla scienza e all’innovazione-

La ricerca: persone che seguono un'intuizione ogni giorno

C’è un momento, nella vita di ogni ricercatore, in cui un’idea smette di essere brillante e comincia a sembrare soltanto ostinata. È il punto in cui gli esperimenti non funzionano, i finanziamenti si assottigliano, i colleghi cambiano strada. Ed è proprio lì che la scienza si gioca la partita più importante: nella capacità di restare sul pezzo, di riprovare, di perseverare anche quando nessuno guarda. La ricerca vera non ha nulla di spettacolare. È fatta di giorni uguali, di dati che non tornano, di protocolli riscritti tante volte. È fatta di persone che continuano a inseguire un’intuizione, mentre il resto del mondo corre altrove. 

Poi, però, un giorno il risultato arriva: una terapia, una diagnosi precoce, una tecnologia che migliora la vita. Così, quello che vediamo e che diventa un risultato concreto e tangibile  è solo la punta dell’enorme iceberg. Perché la ricerca è, infatti, un motore di sviluppo in grado di generare valore per la salute, ma anche benefici concreti per il Sistema Paese nel suo complesso, contribuendo a rafforzare competenze, attrarre investimenti sul territorio e produrre ricadute economiche, occupazionali e organizzative positive per centri di ricerca e strutture sanitarie.

L’iniziativa Ricerca Circolare

È da questa consapevolezza che nasce Ricerca Circolare, un’iniziativa voluta da Roche Italia e che si propone di rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto: la ricerca, quel motore silenzioso che trasforma intuizioni e sperimentazioni in opportunità concrete per i pazienti e per il Paese; non solo molecole e pipeline, ma persone, relazioni, pazienza. Attraverso una rivista e una serie di incontri pubblici vogliamo raccontare come la scienza non sia una linea retta che parte dal laboratorio e arriva al farmaco, bensì un ciclo continuo in cui ogni scoperta genera valore e quel valore torna alla società sotto forma di salute, competenze, lavoro, nuove domande. E da lì riparte. Un movimento circolare, appunto.

Dal magazine agli incontri dal vivo

Il cuore del progetto è Ricerca Circolare Magazine. Si tratta di un semestrale edito da Economy Group e curato come un reportage corale: ricercatori, clinici, pazienti, imprese, istituzioni; un laboratorio editoriale che prova a tenere insieme medicina, economia, innovazione e impatto sociale. 

Accanto alla rivista, ecco i Ricerca Circolare Lab, spazi di confronto multidisciplinare pensati per mettere attorno allo stesso tavolo chi fa la ricerca, chi la finanzia e chi ne beneficia ogni giorno. Il primo appuntamento - il 10 febbraio 2026, a Monza – ha creato un occasione preziosa di dialogo tra i mondi della scienza, delle associazioni di pazienti, dell’industria e della sanità pubblica. All’incontro sono intervenuti, dando vita ad un dibattitto sulla circolarità della ricerca: Gennaro Daniele, Direttore dell’Unità di Fase 1 del Policlinico Gemelli di Roma; Mario Alberto Battaglia, Direttore Generale AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e Presidente FISM (Fondazione Italiana Sclerosi Multipla); Davide Petruzzelli, Presidente Lampada di Aladino ETS; Giuseppe Procopio, Presidente FICOG (Federation of Italian Cooperative Oncology Groups); Carlo Riccini, Direttore Generale Farmindustria; Alessandro Venturi, Presidente Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia.

"Per Roche la ricerca non è solo un investimento: è una scelta, un modo di guardare al futuro e di trasformare la conoscenza in opportunità concrete per i pazienti e per il sistema Paese"

Stefanos Tsamousis

General Manager di Roche Italia

La ricerca di Roche

Tale visione poggia su un impegno molto concreto. A livello globale la pipeline del Gruppo conta 66 nuove entità molecolari e 107 progetti, con investimenti in ricerca e sviluppo che nel solo 2025 hanno raggiunto 10,4 miliardi di franchi svizzeri. Dieci potenziali nuovi farmaci sono entrati nella fase finale di sviluppo e 12 studi clinici avanzati hanno già registrato esiti positivi.

In Italia questo lavoro prende forma ogni giorno: il portfolio nazionale comprende 227 progetti attivi, di cui 155 studi promossi direttamente che hanno coinvolto oltre 4.200 pazienti grazie alla collaborazione di oltre 200 centri. Cresce anche il peso della Real World Evidence, che oggi rappresenta il 21% del portfolio italiano, mentre il supporto alla ricerca indipendente resta stabile con 72 studi attivi. E sul fronte dell’accesso precoce alle terapie innovative sono operativi 26 programmi di uso terapeutico, 21 dei quali avviati dopo la chiusura di studi clinici.

Il sostegno alla ricerca indipendente con il Bando di Fondazione Roche

Il primo Ricerca Circolare Lab ha ospitato anche un intervento a cura di Mariapia Garavaglia, Presidente Fondazione Roche e la premiazione dei vincitori dell’ultima edizione del Bando Fondazione Roche per la Ricerca Indipendente, ulteriore conferma dell’impegno di Roche e della sua Fondazione nel sostenere la ricerca indipendente. Il Bando ha premiato i progetti di sette giovani ricercatori italiani under 40, che riceveranno 50.000 euro ciascuno a sostegno delle proprie attività scientifiche.

Persone oltre i numeri e linguaggi non convenzionali

Se i numeri sono importanti, però, Ricerca Circolare nasce proprio per non fermarsi solo a quelli. Da soli, infatti, i numeri non raccontano la prolungata dedizione dei ricercatori e l’attesa dei pazienti che entrano in sperimentazione. Non tracciano il lavoro invisibile di medici, data scientist, infermieri, tecnici di laboratorio, né le competenze che circolano tra università, ospedali e aziende. 

Per questo Ricerca Circolare prova a rimettere al centro anche la dimensione umana. E lo fa provando a dare vita ad un racconto della scienza rivolto anche al grande pubblico, attraverso linguaggi meno convenzionali: il fumetto e il teatro, per esempio.

Giuliano Cangiano, in arte Kanjano, illustratore e autore di fumetti, ha disegnato live durante il primo Ricerca Circolare Lab, dando forma e colore a tanti aspetti prioritari per promuovere la ricerca in Italia, portati alla luce grazie al contributo degli esperti intervenuti nel dibattito, scopri qui i suoi disegni. E ha ideato per Ricerca Circolare Magazine, “Strisce di ricerca”, per continuare ad illustrare le tante sfumature dell’impatto della ricerca nella vita di tutti noi. La sua sensibilità e vicinanza a questi temi sono frutto anche di un vissuto personale: una diagnosi che è diventa ispirazione per “Diario di un tumore”, racconto visivo della malattia, crudo ma anche ironico, pubblicato sui suoi profili social.

Immagine che mostra un uomo (a simboleggiare il paziente e le associazioni pazienti) al centro fra futuro, qualità della vita, dato esperienziale e coinvolgimento
Immagine che mostra dei medici/ricercatori che si tengono per mano, a simboleggiare la collaborazione, rete, capitale umano e competenze
Illustrazione che mostra un uomo con un camice bianco
Illustrazione che mostra una donna, con un microscopio, alcuni fogli riportanti grafici e dati

E tu, vuoi entrare a far parte del cerchio delle idee che contano?

Puoi abbonarti gratuitamente a Ricerca Circolare Magazine registrandoti al sito https://ricercacircolare.it/

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