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Un guerriero

Uomo in caduta con vertigini circondato da provetta, cervello, simbolo di avviso e orologio su sfondo geometrico.

#afiancodelcoraggio: il premio di Roche dedicato agli uomini che sostengono una persona con emofilia.
Ecco una delle storie più votate dell'edizione 2018-2019

Un guerriero

Il mio secondo genito, nato da una parto cesareo il 12 febbraio 2015, mia moglie durante l’operazione ha avuto un’ emorragia.

Il piccolo inizia a crescere ed essendo il secondo vuole imparare in fretta a 5 mesi già vuole alzarsi, gattonare e fare le stesse cose del fratello. A 6 mesi iniziamo lo svezzamento e lo mettiamo nel seggiolone, come tutti batte le mani sulla tavola però gli si formano dei lividi vicino ai gomiti, lo portiamo dal pediatra lei ci dice che è chiaro di pelle (bianchissimo) è normale.

Una mattina mentre giocavamo tutti inseme cade dal letto, corsa in ospedale, al pronto soccorso la dottoressa di turno lo visita e ci guarda, non l’ha fatto, non ci ha accusato di picchiare nostro figlio ma i suoi occhi si “come mai questi lividi?” Noi le spieghiamo ma sembra non crederci, chiama un’altra dott.ssa, più gli infermieri tutti intorno a lui poi ci guardano vedono l’altro nostro figlio che sta bene e decidono di fargli le analisi del sangue.

Passiamo una giornata al pronto soccorso aspettando e aspettando. Alla fine ci dicono di chiamare un dottore il giorno dopo perché tutto sembra nella norma tranne un certo fattore. Chiamiamo il dott. del bambino Gesù di Roma e ci dice di andare subito li.

Panico tra me e mia moglie, torniamo in ospedale.

Al reparto oncoematologia durante l’attesa non riuscivo a togliermi dalla testa che il mio piccolo non stava bene, vedere tutti quei bimbi così piccoli con le flebo, stanchi, con le macchine per l’infusione, faceva e fa male al cuore, ci chiamano e ci dicono che il nostro piccolo è affetto dell’emofilia A grave, il suo corpo non produce neanche lontanamente il fattore VIII e che la causa di tutti quei lividi era proprio questo deficit, ci dicono che si trasmette tramite la madre ed ecco spiegata l’emoraggia.

Aveva 7 mesi quando tutto è iniziato, oggi ne ha 11.

Andiamo almeno 1 volta a settimana in ospedale per fare l’infusione, se vedeste il suo corpo che è sempre pieno di lividi gli dareste un premio per tutto quello che fa, quasi cammina, gattona velocissimo e si arramlica. Un guerriero.

#afiancodelcoraggio è un premio volto a raccogliere storie di vita realmente accadute raccontate da nonni, papà, fratelli, compagni di scuola o amici che abbiano vissuto accanto ad una persona affetta da una malattia rara.

Fil rouge delle storie è il coraggio: coraggio di affrontare la malattia, coraggio nell’accompagnare nella malattia.

Il racconto vincitore, che verrà scelto da una giuria popolare prima e da una giuria tecnica dopo, prenderà vita in uno spot che sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane messe a disposizione dai partner dell'iniziativa.

Il premio ideato da Roche è finalizzato a far conoscere bisogni e desideri delle persone con malattie rare, a dare sostegno e valore a chi vive al loro fianco.

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