#afiancodelcoraggio: il premio di Roche dedicato agli uomini che sostengono una donna con una patologia oncologica.
Ecco una delle storie più votate dell'edizione 2022-2023
Con un’ala soltanto
Io e la mia compagna Sabrina stiamo insieme da appena tre anni e da subito è stato amore a prima vista, come quello che si vede nei film: dal primo appuntamento non siamo più riusciti a staccarci, neanche per un attimo.
Il 7 luglio 2021 per me e per lei è stata una data indimenticabile: è stato il giorno della sentenza che ha cambiato la sua vita e, di riflesso, anche la mia. Quella mattina Sabrina era un po’ ansiosa perché aveva un brutto presentimento; io cercavo di tranquillizzarla, ma lei insisteva dicendomi che la dottoressa le avrebbe dato una cattiva notizia.
Arrivati in ospedale, seguiamo le istruzioni del triage per il Covid e ci mettiamo seduti in sala d'attesa senza parlare, ma tenendoci la mano: una sorta di rito per tranquillizzarci, per sentirci al sicuro, a casa, anche tra le mura di un ospedale. La dottoressa, purtroppo, sentenzia una realtà troppo crudele ed inaccettabile. Da pochi giorni avevamo festeggiato il compleanno dei suoi 28 anni.
Alla notizia mi pietrifico e mi scende una lacrima, una delle poche, mentre Sabrina rimane impassibile ascoltando la dottoressa come un robot:
Sali sul lettino, spogliati, facciamo il tatuaggio per delimitare la zona, rivestiti.
È vero, lei aveva un brutto presentimento, ma questo no, non lo avevamo immaginato. Ho capito che bisognava reagire e così, usciti dall’ospedale, ho pensato di viziarla più del solito, anche se lei era troppo impegnata a rassicurare tutti i parenti e gli amici dicendo che avrebbe affrontato tutto il percorso, ovviamente con l’amaro in bocca, ma determinata a raggiungere l’obiettivo.
Due giorni dopo c'è stata la prima visita oncologica. Questo lo ricordo come il giorno più brutto della mia vita: lei era fuori di sé, non voleva curarsi, voleva lasciarsi morire, voleva lasciarmi per non farmi soffrire, per non farmi vivere anni pesanti in ospedale tra chemioterapie, radioterapie e visite mediche. Voleva proteggermi da tutto questo male. Abbiamo toccato il fondo.
In quel momento l’ho costretta ad ascoltarmi, anche se, a dir la verità, non ne aveva voglia:
"Ti prometto con amore che ti accompagnerò in questo percorso. Purtroppo abbiamo davanti una montagna altissima e difficilissima da scalare: arrivati in cima metteremo la bandierina della guarigione, e poi la discesa sarà una passeggiata."
E così è stato: abbiamo percorso e superato tutte le tappe.
Quella sera, a dispetto del male, sdraiati sul letto ci siamo sposati io e lei soltanto. A noi basta così, incredibile ma vero:
"Prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita."
Non ci sarebbero potute essere parole più vere e coerenti alla nostra situazione. È stato un toccasana, una certezza ancora più forte del nostro rapporto di amore immenso. Così tutto è passato velocemente. Lei ha reagito col sorriso ed è stata una leonessa, con me al suo fianco pronto a sostenerla. ABBIAMO VINTO NOI!
Non è stato facile starle accanto in tutte le fasi della malattia: i capelli persi del tutto, la stanchezza e i vari effetti post-chemio, ma insieme, con un atteggiamento positivo, non abbiamo dato al male la minima possibilità di vincere, ma soprattutto di toglierci il sorriso e la serenità.
Ci siamo trasferiti, si è laureata e siamo cresciuti come coppia, perché con questa sfida affrontata e vinta a piene mani abbiamo capito che insieme siamo invincibili.
"Siamo angeli con un'ala soltanto e riusciremo a volare solo restando l’uno accanto all’altro."
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#afiancodelcoraggio è un premio ideato da Roche volto a raccogliere storie di vita realmente accadute raccontate dal marito, compagno, conoscente, padre, nonno, familiare, ma anche collega o amico, che vive a fianco di una donna con una patologia oncologica.
Fil rouge delle storie è il coraggio: coraggio di affrontare la malattia e coraggio di accompagnare nella malattia.
Il racconto vincitore, che verrà scelto da una giuria popolare prima e da una tecnica dopo, prenderà vita in un prodotto cinematografico.
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