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Il biotech motore di sviluppo per l’economia e la società in Lombardia

Abbiamo misurato l'impatto che generiamo sull’economia e sulla società nel territorio in cui  siamo presenti da quasi 130 anni, con la seconda filiale fondata nel mondo dopo quella di Basilea . Con tutte le nostre attività siamo un motore di sviluppo per il PIL lombardo. La sfida per il prossimo futuro è consolidare un ecosistema capace di premiare e incentivare l'innovazione, e  la ricerca scientifica, garantendo ai cittadini un accesso rapido a cure sempre più efficaci e personalizzate e tecnologie diagnostiche avanzate.

Lo studio sull'impatto di Roche in Lombardia

È stato presentato il 5 maggio lo studio sull’impatto di Roche in Lombardia, che evidenzia come i nostri investimenti siano un motore di sviluppo, innovazione e occupazione qualificata per il territorio regionale.In occasione dell’evento “Investire in salute. Roche e il modello Lombardia per la crescita del Paese”, ospitato presso il nostro Campus a Monza, abbiamo dato vita ad  un momento di confronto e dialogo tra istituzioni, industria e mondo accademico sul contributo del biotech e come incentivarlo, affrontando insieme le sfide attuali e future.

Effetto moltiplicatore in Lombardia

I dati rivelano che la nostra azienda genera un impatto complessivo sul PIL lombardo di 467 milioni di euro, con un effetto moltiplicatore che attiva una filiera composta per l'80% da piccole e medie imprese che sappiamo essere il tessuto imprenditoriale più importante in Italia. Le nostre attività, dunque, sono un pilastro macroeconomico per la Lombardia e ad esse è riconducibile un euro su ogni 1.000 euro del PIL regionale. Questo dato è il frutto di un "effetto trasmissione" sorprendente: ogni euro di valore aggiunto diretto generato da Roche ne attiva altri 1,8 nell'economia regionale. Ed è la prova di una profonda interconnessione: l'investimento iniziale si propaga lungo la filiera e garantisce la resilienza necessaria a fronteggiare le incertezze dei mercati globali.

Scopri di più sull'effetto moltiplicatore

“I risultati dello studio confermano che la nostra presenza sul territorio agisce non solo come un promotore di salute per coloro che ne hanno bisogno, ma anche come un moltiplicatore di valore, capace di generare innovazione e occupazione altamente qualificata lungo tutta la filiera regionale. Siamo molto orgogliosi di aiutare migliaia di pazienti e le loro famiglie e di contribuire, al tempo stesso, all’economia lombarda e italiana. Roche continua a investire in infrastrutture, studi clinici e capitale umano sul territorio.”

Stefanos Tsamousis

General Manager di Roche SpA

Immagine che raffigura Stefanos Tsamousis con un leggio su un palco Roche

E sarebbe riduttivo  inquadrare tutto questo sotto il generico termine di "indotto". Il nostro ruolo in Lombardia è quello di perno per un ecosistema vastissimo delle Life Science, che coinvolge ben 46 diverse branche economiche. La forza di questo modello è proprio la capillarità: quasi 8 branche attivate su 10 sono rappresentate da piccole e medie imprese (PMI), che accompagnano in maniera puntuale il nostro impegno quotidiano.

Da un punto di vista strategico possiamo parlare di un “modello Lombardia” efficace, con la grande impresa multinazionale che agisce da catalizzatore e le aziende del territorio che possono così accedere a standard globali e progetti di ricerca d'avanguardia. Un vero e proprio trasferimento di competenze che contamina e arricchisce il tessuto produttivo locale.

Marco Alparone, Assessore al bilancio e finanza e vicepresidente di Regione Lombardia, ha commentato proprio in quest’ottica i dati: “L’attrattività di un territorio non è riconducibile a un singolo ambito, ma deriva dalla capacità del sistema di generare valore diffuso, duraturo e inclusivo. In questo contesto, le imprese rappresentano un elemento centrale: motore di sviluppo, innovazione e occupazione, contribuiscono in modo determinante alla crescita, alla competitività e alla resilienza del territorio. In questo quadro, la Regione Lombardia si conferma in grado di integrare le diverse componenti necessarie a promuovere il benessere dei cittadini, sostenere le imprese che investono sul territorio e favorire la creazione di opportunità concrete per le nuove generazioni”.

Occupazione femminile come driver di competitività

Con l'esame dei dati del PIL possiamo tracciare un perimetro che riguarda le ricchezze. Con l'analisi dei dati che riguardano l'occupazione possiamo completare la  fotografia, aprendo lo sguardo all’impatto generato anche  a livello sociale. Per ognuno dei 637 dipendenti impiegati direttamente da Roche in Lombardia si sostengono altri 2,5 posti di lavoro lungo la filiera, per un totale di 1.570 lavoratori equivalenti attivati. Oltre alla quantità, si tratta di un’occupazione di qualità: il 75% dei dipendenti è laureato, contro una media regionale del 27%.Un altro  dato che salta all'occhio è la natura inclusiva delle  figure professionali impiegate,: oltre 6 su 10 sono donne: (63%), staccando nettamente il dato medio lombardo del 44%.L'ecosistema aziendale vede poi quattro generazioni a confronto, dalla Gen Z ai Baby Boomers: un mix di esperienza e visione nativa digitale che garantisce la continuità anche in contesti professionali altamente interessati dall'innovazione.Una ricchezza di capitale umano e talenti che Roche riesce ad attrarre e far crescere investendo sullo sviluppo delle persone e delle loro competenze e puntando su un’ampia offerta di benefit.  on oltre 25.000 ore di formazione erogate e un sistema di welfare che si integra a quello pubblico e mette al centro la persona, l’azienda conferma che la propria competitività e quella di tutta la filiera passa, oggi più che mai, del  benessere del singolo lavoratore. 

Nella nostra visione dei prossimi anni, la Sanità ha un nuovo orizzonte: quello del passaggio da un modello reattivo di cura a uno proattivo, che privilegia la capacità di 'prevedere', 'intervenire precocemente' e 'personalizzare' le cure.. Questo cambio di paradigma è la chiave per la sostenibilità a lungo termine dell'intero Sistema Paese

“Riconoscere il valore generato da imprese del settore è il primo, fondamentale passo per accelerare questa trasformazione, il cui impatto va oltre i confini del 'solo' ambito sanitario estendendosi all’intero sistema Paese. Questa è un’evoluzione che non può prescindere da un impegno condiviso tra industria, istituzioni, mondo accademico-scientifico e professionisti sanitari”.

Burçak Çelik

General Manager Roche Diagnostics

Strategia per un nuovo ecosistema pubblico-privato

Il sistema pharma e bio-tech è dinamico e l'innovazione è un volano fondamentale con le ricadute che abbiamo visto nei dati sul nostro impatto sull'economia lombarda. Lo stesso sistema, però, prevede anche una norma come quella del payback, che è un meccanismo che impone alle aziende la restituzione di quote in caso di sforamento dei tetti di spesa sanitaria stabiliti per legge, trasformando di fatto il successo dell'innovazione in un onere finanziario. Nel solo 2024, un'azienda come Roche ha versato 13,2 milioni di euro a titolo di payback in Lombardia. In un'ottica di strategia industriale, questo appare come un vero e proprio "freno a mano" burocratico, con risorse vitali che vengono sottratte alla ricerca e allo sviluppo locale. La sfida per una regione come la Lombardia, e per il Sistema Paese nel suo complesso,  è un nuovo patto pubblico-privato.

“Per continuare a correre e attrarre investimenti, particolarmente nell’attuale scenario competitivo e geopolitico, è fondamentale che il sistema evolva e riconosca la sanità come un investimento e non come un costo. I vincoli strutturali, come il payback farmaceutico, vanno rimossi, la tecnologia utilizzata per ridurre la burocrazia e i processi snelliti. Insieme possiamo costruire un futuro migliore, per la Lombardia, per l'Italia e soprattutto per i pazienti.” - conclude Tsamousis.