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Andiamo al mare?

Illustrazione concettuale di una persona con tocco da laurea seduta sopra un elemento tridimensionale a forma di seno con capezzolo rosa, immersa in un mare blu sotto un cielo grigio

#afiancodelcoraggio: il premio di Roche dedicato agli uomini che sostengono una donna con una patologia oncologica.
Ecco una delle storie più votate dell'edizione 2022-2023

Andiamo al mare?

È un pomeriggio di sole, in un giorno di aprile, con un caldo che fa sperare in una primavera sorridente e felice. Aspetto fuori e cammino. Aspetto lei, mia moglie.

Esce, mi guarda, ha un sorriso di convenienza e a voce bassa mi dice: “Andiamo.”

La primavera non sarà sorridente, né felice l’estate. “È infiltrante, di almeno 3 cm. Devono controllarmi in ospedale, ma già so che…”

È forte, ma la voce non è più sicura, la sua mente corre veloce ai figli, alle sofferenze che vedranno nella mamma come è capitato a lei con sua madre, al dolore fisico che proverà con le chemio o altro ancora.

“Facciamo una deviazione? Andiamo al mare?”

Troviamo una camera per trascorrere la notte a Rimini anziché a Modena, dove siamo diretti. C’è una parrucchiera vicino all’hotel e lei fissa un appuntamento. Aspetto in camera e lei torna ancora più bella, con un taglio corto che evidenzia il suo splendido sorriso! Una semplice canottiera nera, jeans, la notte e una spiaggia che ci aspetta per scattare foto e distrarci.

Il Covid non mi permette di starle accanto: posso solamente accompagnarla e poi andare a riprenderla.

Mi chiama, ascolto la sua voce. Mi passa il chirurgo, che mi rassicura sull’esito positivo dell’intervento. Parlo ancora con lei ed esplodo in un pianto liberatorio; lei mi rincuora, mi sta vicino, mi ama ancora di più.

“Fallo tu, non voglio che mi cadano da soli... soffrirei troppo.”

Prendo il mio tagliabarba e inizio delicatamente, ma la sento piangere. Non ci penso due volte: inizio a tagliarmi la coda, e poi tutti i capelli che ho fino alle spalle vanno pian piano ad accarezzare il prato. Almeno in questo sarò come lei e potrò starle accanto, iniziando a condividere l’aspetto fisico.

Ancora foto insieme, ancora l’amore che ci dà forza! Qualche giorno prima di iniziare le chemio le viene applicato il port-a-cath, per evitare che i vasi sanguigni non supportino le cure. Un altro intervento, ancora da sola ma solo fisicamente. Sono sempre con lei.

Scopro un mondo di persone colpite da questa patologia: non credevo fossero così tante. Vorrei suonare per loro durante le infusioni e lo propongo anche agli operatori volontari dell’ospedale, ma ancora una volta il Covid vieta tutto!

“Questa malattia mi ha tolto la femminilità: mi ha tolto il seno, il ciclo, il mio essere donna. Ho le unghie nere, sono gonfia, non sono più io!”

È un’estetista che ha fatto della bellezza del corpo la propria professione... ma la natura le riserva questo contrappasso? Per me è ancora più bella di sempre!

Le chemio proseguono senza pietà e lei, senza forze e con il corpo sofferente, mi chiede di iscriverci a un corso per diventare clown di corsia, per portare un sorriso a chi soffre negli ospedali o nelle RSA. Due giorni di fatica fisica, ma pieni di bene, per arrivare ad indossare un meraviglioso naso rosso!

Ed io?

Io ho osservato, ho aiutato, supportato e sopportato perché si diventa un parafulmine a cui sono rivolti i perché e i capri espiatori per un nemico nascosto e cattivo. Ho sofferto e pianto in silenzio, anche trascurando la mia glicemia, trovando sfogo nel cibo e prendendo chili su chili. Ho lavorato per non lasciarmi andare, ho cantato sorridendo mentre il cuore piangeva, ho fatto divertire gli altri perché questo so fare, ho insegnato musica continuando a trasmettere la mia passione, ho fatto il padre... ma soprattutto ho amato!

#afiancodelcoraggio è un premio ideato da Roche volto a raccogliere storie di vita realmente accadute raccontate dal marito, compagno, conoscente, padre, nonno, familiare, ma anche collega o amico, che vive a fianco di una donna con una patologia oncologica.

Fil rouge delle storie è il coraggio: coraggio di affrontare la malattia e coraggio di accompagnare nella malattia.

Il racconto vincitore, che verrà scelto da una giuria popolare prima e da una tecnica dopo, prenderà vita in un prodotto cinematografico.

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