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Giornata Mondiale del donatore di sangue: il ruolo della diagnostica nella medicina trasfusionale

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Il 14 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue

Istituita ufficialmente nel 2005 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), questa ricorrenza sottolinea il valore inestimabile del gesto volontario, anonimo e non retribuito di milioni di donatori.

La data scelta coincide con la nascita di Karl Landsteiner, il “genio malinconico1 -  biologo e medico austriaco -  che all'inizio del Novecento scoprì i gruppi sanguigni A, B e 0, identificando successivamente anche il fattore Rh.

Prima delle sue ricerche, infatti,  si ignorava che le caratteristiche del sangue variassero da individuo a individuo. Di conseguenza, le trasfusioni, che erano considerate una prassi medica più sperimentale che consolidata, spesso risultavano fatali.

Questa straordinaria scoperta,  che Landsteiner battezzò "sistema dei gruppi sanguigni AB0 (zero)", gli valse il Premio Nobel per la Medicina nel 1930. Iniziando a eseguire le trasfusioni esclusivamente tra individui appartenenti a gruppi biologicamente compatibili, la percentuale di successo crebbe in modo esponenziale: fu questa la svolta che trasformò la trasfusione in una terapia quotidiana, salvavita e del tutto sicura 2.

Secondo i dati del portale istituzionale “Dona il sangue - Ministero della Salute”,  in Italia si contano 1,67 milioni di donatori attivi e circa 3 milioni di donazioni all'anno, con una media straordinaria di 5 donazioni al minuto 3.

Ma quale percorso compie la nostra sacca di sangue subito dopo la donazione?

Fase 1 - La diagnostica in vitro: accuratezza analitica e sicurezza biologica

Il viaggio della sacca comincia nel centro trasfusionale, dove il sangue raccolto viene sottoposto a un rigoroso protocollo di validazione biologica che permette di valutare l’idoneità della donazione. Questo processo permette di: 

  • Escludere la presenza di agenti patogeni trasmissibili: in particolare i virus responsabili di HIV, Epatite B (HBV) ed Epatite C (HCV);  Lo screening identifica anche il batterio che provoca la Sifilide e, in alcuni periodi dell'anno, i controlli si estendono ai virus trasmessi dalle zanzare come il Dengue o il West Nile Virus 

  • Determinare con assoluta certezza l'emocompatibilità confermando l'esatto gruppo sanguigno e il fattore Rh per prevenire qualsiasi rischio di reazione immune. 4

Fase 2- Il frazionamento cellulare: da una sacca si possono salvare tre vite

Una volta superata la validazione biologica, la sacca intera viene sottoposta a un processo di frazionamento tramite centrifugazione a temperatura controllata. Sfruttando la differente densità dei vari componenti ematici, il sangue si separa in tre frazioni distinte 5

  1. I globuli rossi : responsabili del trasporto dell'ossigeno ai tessuti. Sono indicati per il supporto a pazienti che hanno subìto gravi traumi, durante interventi chirurgici complessi o per contrastare severe forme di anemia, incluse quelle indotte dai trattamenti chemioterapici ;

  2. Le piastrine: frammenti cellulari chiave per l'emostasi e i processi di coagulazione. Avendo una stabilità limitata a soli 5 giorni, richiedono una gestione logistica estremamente tempestiva e sono vitali per i pazienti oncologici, ematologici o sottoposti a trapianto di midollo osseo ;

  1. Il plasma: la componente liquida del sangue, ricca di acqua, proteine, albumina e immunoglobuline. Viene impiegato nelle emergenze mediche e costituisce la materia prima insostituibile per la produzione di farmaci plasmaderivati salvavita ;

Grazie a questa separazione, da una singola donazione di sangue intero è possibile curare in modo mirato e salvare fino a 3 vite.

Il valore della prevenzione: proteggere chi protegge gli altri

Il ruolo della diagnostica in questo ecosistema non è a senso unico, ma genera un ritorno fondamentale di salute per il donatore stesso. Il protocollo trasfusionale italiano è strutturato per essere, a tutti gli effetti, un rigoroso programma di medicina preventiva e di screening gratuito.

Ogni donazione prevede infatti:

  • Una visita medica approfondita con accurata valutazione dell'anamnesi.

  • Il monitoraggio costante dei parametri emodinamici (pressione arteriosa e frequenza cardiaca).

  • L'esecuzione periodica di un elettrocardiogramma (ECG).

  • Un pannello completo di esami ematochimici di laboratorio.

Questo monitoraggio regolare consente al donatore di tenere sotto controllo il proprio stato di benessere, facilitando l'intercettazione precoce di eventuali biomarcatori predittivi di patologie latenti o asintomatiche.

In Roche crediamo fermamente che l'innovazione diagnostica rappresenti il cuore pulsante di una salute sostenibile. Celebrare la Giornata mondiale del donatore di sangue significa ricordare che dietro ogni sacca si muove una complessa catena di valore scientifico che protegge la vita: ogni singola donazione fa la differenza.

Vuoi iniziare a donare? I requisiti principali (Normativa Italiana)

In conformità con le direttive nazionali per garantire la massima sicurezza sia del donatore sia del ricevente, i requisiti base sono:

  • Età: compresa tra i 18 e i 65 anni (per chi dona per la prima volta, il limite d'età per l'accesso è di 60 anni).

  • Peso: non inferiore a 50 kg.

  • Stato di salute: buona salute generale, valutata e accertata dal medico selezionatore in base ai criteri stabiliti dai decreti ministeriali vigenti e raccolti nel Programma Nazionale di Autosufficienza del Centro Nazionale Sangue (CNS) 6.